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Ascoli Calcio: festa rovinata a metà

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La bellissima coreografia della Curva Sud Costantino Rozzi

2-3

ASCOLI (4-3-1-2): Perucchini; Laverone, Brosco, Valentini, D’Elia; Addae (dal 25’st Cavion), Troiano (dal 1’st Casarini), Frattesi; Ninkovic; Ngombo, Beretta (dal 21’st Ardemagni). A disp.: Lanni, Bacci, Scevola, De Santis, Padella, Quaranta, Kupisz, Parlati, Ganz. All.: Vincenzo Vivarini.

PADOVA (4-3-1-2): Perisan; Cappelletti, Capelli, Trevisan, Contessa; Broh, Pinzi (dal 12’st Della Rocca), Mazzocco (dal 41’st Belingheri); Minesso (dal 26’st Clemenza); Capello, Bonazzoli. A disp.: Favaro, Merelli, Ceccaroni, Zambataro, Serena, Chinellato, Cisco, Guidone, Marcandella. All.: Claudio Foscarini

Arbeeeesitro: Ros di Pordenone

Reti: 20’pt Ngombo, 26’pt Bonazzoli, 15’st Capello, 35’st Mazzocco, 39’st Brosco

Note. Spettatori 8.416 (di cui 183 da Padova) per un incasso complessivo di 67.353,38 euro. Rec. 2′-5′.

Ascoli
La Festa per i 120 anni di storia dell’Ascoli Calcio 1898 ha regalato così tante emozioni che alla fine la sconfitta, pur dolorosa contro il Padova, l’ha rovinata solo a metà. Troppo bello rivedere i grandi campioni del passato allo stadio Del Duca davanti a quasi diecimila cuori bianconeri, bellissimo rivedere lo striscione dello storico club degli Ultras 1974 del Settembre Bianconero in Curva Nord, spettacolare la coreografia organizzata dagli Ultras 1898 in Curva Sud, da brividi il giro di campo di Sor Carletto Mazzone emozionato più di tutti i presenti a questa ennesima pagina di storia bianconera.

Certo perdere poi sul campo contro una squadra modesta, ma subito ben messa in campo dal neo tecnico Foscarini, é stato doloroso così come è stato doloroso sentire a fine partita il tecnico dei veneti ammettere che al momento in cui aveva accettato di sedersi sulla panchina del Padova aveva visto il calendario che gli proponeva la sfida di Ascoli e gli era scappato un sorriso. Eh sì perché al De Duca l’ex tecnico di Cittadella e Pro Vercelli ha sempre fatto bottino pieno e anche stavolta si è portato a casa l’intera posta in palio. Di certo non è un caso.
Dall’altra parte l’Ascoli reduce da due successi di prestigio contro Hellas Verona e Benevento ha nuovamente perso la sfida salvezza così come accaduto a Livorno. Anche questo non può essere un caso.

Ascoli subito in vantaggio con il primo gol in bianconero del belga Ngombo, ma poi riagguantato da un gol viziato da uno scontro tra Laverone e Addae con i due che rimangono a terra e agevolano la rete di Binazzoli su un’uscita alla ‘Vispa Teresa’ del portiere Perucchini. Ascoli che protesta, se la prende con l’arbitro, si innervosisce perché l’avversario non ha buttato via il pallone e perde la concentrazione. Il Padova ne approfitta ritrova la serenità nelle giocate che non aveva avuto e nella ripresa raddoppia e triplica mettendo alle corde la truppa di Vivarini. In mezzo almeno quattro occasioni nitide per il Picchio prima per andare in vantaggio con Beretta tutto solo che spara alto e sul capovolgimento di fronte ecco arrivare il 2-1 ospite. Poi con Ninkovic, Frattesi, Ardemagni subentrato al fischiatissimo Beretta, e ancora con Ninkovic con una punizione che il paratutto Perisan ha ricacciato dall’incrocio dei pali aiutato anche dalla traversa. Il terzo gol del difensore centrale Brosco, capocannoniere della squadra è servito solo per l’arrembaggio finale in cui l’Ascoli ci ha provato in tutti i modi ma si vede che era destino che a questa festa mancasse la ciliegina sulla torta. Peccato.
Valerio Rosa