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Ascoli, sabato evento inaugurale di “Aristosophia. Festival della cultura, il meglio sapere”

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Il programma dell'incontro alla Libreria Rinascita

il 45° evento dell’associazione culturale onlus Das Andere si svolgerà sabato 2 febbraio alla Libreria Rinascita (piazza Roma n.7 – 63100 Ascoli Piceno) con inizio alle ore 18. Si tratta dell’evento inaugurale del nuovo programma 2019 “Aristosophia. Festival della cultura, il meglio sapere”, con ospite la dott. ssa Donatella Ferretti, la quale disserterà sui termini “Ariston-Agathos”. Modera l’incontro dott. Alessandro Poli, introduce arch. Giuseppe Baiocchi.

Link del programma 2019: https://ita.calameo.com/read/00468413572e55a074b22?fbclid=IwAR3ooDRhPCcjpvLGfpzsT7przYqzEteedaKMJv2mBEop-c0MWJDO6MRpSj0

Breve abstract

Il bisogno, sia latente che espresso, è quello di un programma culturale autorevole che punti a raccontare al grande pubblico le questioni del nostro tempo non riducendo a banalità i grandi temi culturali della contemporaneità, ma affrontandoli dal punto di vista di un sapere che non ha paura di definirsi Aristocratico. Ariston dal greco agathos, significa appunto “il meglio” e da questa semplice parola tutte le questioni verranno trattate “al meglio” in relazione a ciò che è meglio per la città, per la politica, per l’arte, per l’architettura, per la filosofia, per la musica, nella cinematografia e nella letteratura. Le grandi questioni italiane nel mondo verranno raccontate al pubblico senza filtri per un sapere non banalizzato, che non serve a nessuno e non opera cambiamento, ma di contro un programma che parlando “al meglio” ci aiuti a capire “ciò che è meglio” per la nostra società.

Questa quarta rassegna associativa è dedicata “al meglio” del sapere ed è focalizzata ad ospitare solo chi è interessato a dialogare sul “del meglio”. Mettere in discussione il tabù che non esiste “il meglio”, che tutto si appiattisce e recuperare una visione profonda delle questioni del nostro secolo.
La scelta simbologica del gufo, non è casuale: ultimamente si sente dire impropriamente “gufo” o “gufi” con l’inerenza di essere disfattisti o portar male, ma i più forse non sanno che gufo, è semplicemente: colui che vede chiaro nella notte. Dunque semmai il contrario: gufo è colui che vede cose che possono esistere e sono nascoste, sono velate dall’apparenza. Gli occhi e il becco seguono la linea della lettera cp (fi), simbolo alfabetico greco della filosofia e in seguito della sezione aurea. Lettera che quindi accomuna armonia, bellezza e amore per la conoscenza. Il secondo simbolo scelto è quello iconografico di San Giorgio ed è legato al suo miracolo più celebre, quello appunto dell’uccisione del Drago.

Il vice sindaco Donatella Ferretti

L’episodio, come viene riportato nella Legenda Aurea di Jacopo da Varagine, è noto: per tenere lontano un mostro che infesta la città libica di Selem, gli abitanti estraggono a sorte giovani vittime da dargli in pasto; quando il sacrificio tocca al figlio del Re, compare San Giorgio a cavallo, che neutralizza il Drago; quindi invita la principessa a legare la cintola al mostro, ora mansueto, per condurlo in città; di fronte al miracolo, il Re e l’intera popolazione si convertono; e il Drago viene finalmente ucciso.

Nella nostra epoca, cosa significa sconfiggere il male e quale è il significato che si deve dare al simbolo del San Giorgio? La risposta a livello culturale si può riassume in maniera semplice: questa immagine, vuole essere proprio il simbolo della sconfitta dei luoghi comuni, dell’immagine accostamenti impropri. Il Drago rappresenta proprio la demagogia, il politicamente corretto che stanno inesorabilmente facendo scivolare l’Italia dove nessuno di noi vuole che si diriga: l’Abisso.