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Ascoli, Il Roggio del Filare 2015 dell’Azienda Velenosi guadagna il sesto posto in Italia per la rivista Gentleman

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L'imprenditrice ascolana, Angiolina Piotti Velenosi, anima dell'omonima azienda vitivinicola

Ancora un riconoscimento per il vino Il Roggio del Filare 2015 dell’aziende Velenosi. Il pregiato Rosso Piceno Superiore è infatti ancora sul podio della rivista mensile Gentleman che ogni anno incrocia i rating delle più autorevoli guide italiane del vino per stilare poi una classifica dei migliori vini rossi in distribuzione. Per il momento sono stati resi noti solo i primi dieci classificati.
“Questa classifica è un’istituzione – ha dichiarato soddisfatta Angiolina Piotti Velenosi – perchè elabora e combina i punteggi delle principali guide Italiane: Luca Maroni, I Vini di Veronelli, Vitae dell’Ais, Guida Doctor Wine e i Vini d’Italia del Gamberorosso. Confrontando il parere di questi esperti, Gentleman ogni anno stila quali sono i 100 migliori rossi Italiani. In questo gotha, Il Roggio del Filare 2015 è arrivato sesto, un vero campione. Davanti a lui solo le vette storiche dell’enologia Italiana, come il Sassicaia e il Montiano, che stimo e ammiro. Non solo, quindi, il Roggio si classifica tra i primi cento vini rossi Italiani, ma tra i primi dieci, un podio d’eccellenza.
Con lui anche le Marche – ha proseguito la Velenosi – dimostrano di sapere competere e vincere nella classifica delle zone più vocate d’Italia. Il Roggio del Filare, infatti, è un Rosso Piceno Superiore, che fa parlare il Sangiovese e il Montepulciano delle colline di Offida. Per sviluppare a pieno queste qualità, il Roggio del Filare matura 18 mesi in barrique, e affina un anno in bottiglia. Questa pazienza consente di rifinire le qualità di questo vino, esaltando l’eleganza e la longevità, oltre che lo spirito di terroir.
La classifica generale di Gentleman, pubblicata da Class Editori, uscirà per intero entro questo mese – ha concluso Angiolina Velenosi –  e spero che anche il Ludi possa avere il suo riconoscimento. Tuttavia questo non è solo un elenco, ma è un lampo di gioia, il gusto del trionfo. In quel numero 6 c’è tutto il Piceno, il sapere che abbiamo imparato da queste vigne, la ricerca incessante della nostra squadra, e lo charme di un primo della classe.
Questa notizia merita un brindisi!”