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Ascoli, L’Istituto Storico Austriaco ha ospitato la presentazione del saggio dell’architetto ascolano Giuseppe Baiocchil

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L’Istituto Storico Austriaco in collaborazione con l’associazione “Austriaci in Roma”, ha ospitato la presentazione dei saggi della dott.ssa Tamara Scheer e dell’arch. Giuseppe Baiocchi. L’evento, presentato dal direttore dell’Istituto dott. Andreas Gottsmann, ha visto dopo un’introduzione sull’Impero dell’Austria-Ungheria della dott.ssa Scheer, una prima analisi sugli antichi idiomi in uso durante la Monarchia Duale, come vecchi modi di dire e singole parole, oggi scomparse in Austria; in seconda battuta l’autore del saggio di “Finis Austriae”.

«È stato un piacere dissertare sulla mia ultima fatica letteraria, in una sede tanto prestigiosa, davanti all’ambasciatore austriaco in Italia, René Pollizer. Volevo ringraziare per la fiducia il direttore dell’Istituto Storico Austriaco dott. Andreas Gottsmann, così come la mia collega dott.ssa Tamara Scheer per l’ottima relazione. Grazie anche all’associazione “Austriaci in Roma” della presidentessa dott.ssa Margarete Bernava-Bambas e l’associazione di promozione sociale “Tota Pulchra” di Monsignor Jean Marie Gervais officiale della Penitenzieria Apostolica e membro del Capitolo Vaticano, per la gradita presenza».
Sul tramonto dell’Europa” l’arch. Baiocchi ha raccontato al pubblico la tematica architettonica intrapresa nell’opera, soffermandosi in particolar modo “dallo storicismo di Sitte, alla rivoluzione di Adolf Loos”. Un viaggio speciale che ha trasportato il pubblico, nutritissimo, all’interno di un’epoca passata ricca di grandi emozioni. Il “mondo di ieri” ha visto protagonisti Sitte, Wagner, Olbrich, Hofmann e Loos in un susseguirsi di architetture, alcune note altre meno. Il quesito si è incentrato propriamente sulle motivazioni che hanno spinto questi architetti ad evolvere il loro modo di progettare fino al razionalismo dalla forma pura e dall’angolo retto. Oggi l’uomo europeo non deve dimenticare da dove proviene, di quali radici deve nutrirsi e l’architettura è la disciplina più importante, afferma l’autore, perché è sotto gli occhi di tutti. Splendido il dibattito finale, condotto da Gottsmann, con il pubblico.