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Legambiente Ascoli: “Fermiamo la strage degli alberi”

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“Un Comune che fa abbattere un albero secolare in pieno centro è un comune che non promuove il futuro perché non è all’altezza del presente e della contemporaneità – scrive il circolo Legambiente di Ascoli Piceno in una nota.

“Questa è una città senza domani. Un’Amministrazione comunale che consente la distruzione dei propri viali alberati non è degna di chiamarsi tale.
Chiediamo al Sindaco se i “i pericoli e i rischi per i cittadini” siano davvero gli alberi, il grande cedro secolare che è stato abbattuto dietro al Tribunale, proprio davanti all’abitazione dell’ex-Sindaco Guido Castelli, era perfettamente sano e dritto, non avrebbe dovuto mai e poi mai essere abbattuto con tanta leggerezza e primitiva inciviltà.

Con i cambiamenti climatici che ci sono in corso, un albero così bello non lo vedremo mai più, e questa estate, dopo aver rischiato di morire di Coronavirus, rischieremo di morire per l’ondata di caldo che si preannuncia.”

Da tempo il Comune di Ascoli sta applicando una politica di sterminio degli alberi in vari luoghi della città e la musica non è cambiata neanche con questa nuova Amministrazione comunale.

In questi ultimi tempi gli operai del Comune hanno ricominciato a tagliare in maniera dissennata. Sono stati abbattuti senza alcun motivo diverse piante dritte e sanissime, che non creavano alcun problema di incolumità. Gli abbattimenti dovrebbero essere decisi da agronomi esperti locali, e non seguire le indicazioni generiche di luminari che hanno già deciso che tutte le specie non autoctone presenti in città vanno eliminate. Inoltre, quando ci sono delle potature da fare, ci vuole un agronomo in loco che segua l’intervento dall’inizio alla fine onde evitare disastri.

In mancanza di un attento e rispettoso Piano del Verde si sta compiendo un vero e proprio delitto contro l’ambiente e il paesaggio della nostra città. Questo scempio che sta rovinando tutti i più bei viali alberati del nostro territorio, gli scorci più belli della nostra città, sta creando un danno irreversibile al patrimonio arboreo e paesaggistico.

Recentemente ci si è messo anche il Genio Civile a fare disastri: ha autorizzato il taglio di quasi tutte le essenze arboree in un bellissimo tratto di Parco Fluviale, cioè il tratto che va dalla confluenza Tronto-Castellano fino al Ponte dello Stadio. Per quale motivo? Eppure stiamo parlando di un tratto di fiume dove le rive sono altissime, per cui non esiste alcun pericolo di esondazione.

L’ultimo episodio in ordine di tempo è stato il taglio del cedro secolare nei pressi del Tribunale, che è stato trattato come un potenziale assassino, un vero e proprio criminale che andava eliminato al più presto. Perché? E’ inutile continuare a parlare delle grande potenzialità turistiche di Ascoli e della sua Provincia, già duramente messe alla prova dal Terremoto del 2016 e dal Coronavirus, se poi i vari dirigenti e funzionari comunali e provinciali hanno già deciso di distruggere un pezzo meraviglioso di “paesaggio piceno”. Con la scusa dell’incolumità, del potenziale pericolo di caduta, stanno distruggendo tutti gli alberi.

Adesso anche i privati, dopo lo smantellamento del Corpo Forestale dello Stato, hanno cominciato a tagliare a tutto spiano dovunque, con la quasi certezza dell’impunità. Non ci stancheremo mai di ripetere che è urgente e necessario cambiare la famigerata Legge 6 del 2005 sulla manutenzione e il taglio degli alberi, che ha tolto le competenze alla Forestale e le ha affidate ai comuni oppure alle comunità montane.

Chiediamo con forza ai politici che si candidano alla guida della Regione Marche, di impegnarsi per cancellare e riscrivere questa Legge scellerata.

Invitiamo i cittadini a vigilare, a protestare e ad avvertirci immediatamente non appena notano strani interventi del Comune, perché stanno distruggendo il Verde di Ascoli, stanno distruggendo degli alberi secolari.

L’unico tesoro che abbiamo in questi tempi di crisi,- concludono-  il nostro paesaggio, lo stiamo dilapidando, lo stiamo distruggendo.”