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Sul sito del Miur pubblicata nota per le scuole con le indicazioni da seguire. Cinzia Cappotti, insegnante di Ascoli: “Chiusura inevitabile, ma non amo la didattica a distanza”

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Sul sito del Ministero dell’Istruzione è disponibile la nota per le scuole con la sintesi delle misure prese nel campo dell’istruzione per la gestione dell’emergenza coronavirus e le relative indicazioni operative.

Dal lavoro agile, alle riunioni degli organi collegiali, la circolare illustra le disposizioni del governo e fornisce chiarimenti per dirigenti e personale.

Il testo si apre con un ringraziamento a “tutti coloro che stanno andando oltre ogni obbligo e ogni dovere, svolgendo il loro servizio al Paese con dedizione, spirito di iniziativa, competenza”. Amministrazione, dirigenti scolastici, docenti, personale educativo, amministrativo, tecnico e ausiliario, studenti, organizzazioni sindacali, associazioni, mondo imprenditoriale “stanno, ognuno, facendo la propria parte dimostrando una spesso misconosciuta, ma preziosa, capacità di reagire all’emergenza”, si legge in apertura della nota.

La validità dell’anno scolastico, le attività di apprendimento a distanza, le prove Invalsi e le Olimpiadi e gare degli studenti. Sono alcuni dei temi su cui la nota orienta le istituzioni scolastiche su come comportarsi nelle prossime settimane. Fra gli altri argomenti, la formazione del personale e i Percorsi per le competenze trasversali e l’orientamento.

Abbiamo chiesto il parere di un’insegnante di scuola primaria di Ascoli Piceno, Cinzia Cappotti, sull’attività di apprendimento a distanza.

”Come in ogni situazione di questo preciso momento storico e sociale che stiamo vivendo, ogni cosa sembra diventare strana o estranea a tutti noi – ci spiega-  La scuola è stata chiusa tante volte, purtroppo negli ultimi tempi per motivi gravi e altre volte per non creare disagi, come nel caso della neve per esempio.

Questa è una di quelle volte in cui la scuola è in primo piano. L’abbattimento notevole dei contatti è ed è stato importante e imponente con questa ordinanza quindi penso sia una ottima decisione chiudere.

La didattica a distanza non la amo affatto, amo il mio lavoro per i bambini e non per distribuire sapere, in questi casi potrebbe essere un canale buono per non far rimanere i bambini troppo indietro ma ripeto non amo la didattica a distanza, online.

I bambini hanno bisogno di vivere la scuola,i compagni e le maestre. Nella scuola come in nessun altro luogo o ambiente – conclude Cinzia Cappotti – si instaurano rapporti interpersonali meravigliosi di cui i bambini non possono essere privati.”