Home Prima Pagina Emergenza Coronavirus, consigli su come affrontarla dalla dottoressa in Psicologia Clinica Serena...

Emergenza Coronavirus, consigli su come affrontarla dalla dottoressa in Psicologia Clinica Serena Mancini

460
0

In questo momento di grave crisi epidemiologica da Coronavirus, siamo costretti a rimanere isolati e a dover ricreare nuove abitudini.

Abbiamo sottoposto alcune domande alla dottoressa in Psicologia Clinica, Serena Mancini, per farci aiutare nell’orientamento tra nuovi spazi da ridefinire e emozioni contrastanti con le quali dobbiamo convivere.

•Come affrontare una situazione come questa, mantenendo autocontrollo?

“Come ogni problema serio che incontriamo nella vita, il modo e le strategie che utilizziamo per gestirlo può fare un’enorme differenza. In tale emergenza provare timore è normale mentre ansia e panico possono incitare comportamenti irrazionali che alimentano lo stress sia individuale che comunitario.

In condizioni di stress il nostro corpo reagisce a livello ormonale producendo cortisolo: un ormone fondamentale per metterci nella condizione migliore di agire e fronteggiare il problema ma se lo stress permane, livelli elevati di cortisolo andranno ad abbassare le difese del nostro sistema immunitario quindi diventiamo paradossalmente più vulnerabili. Se ci preoccupiamo troppo, insomma, peggioriamo la nostra capacità di far fronte all’emergenza.

È comprensibile che quando l’essere umano si trova a dover affrontare una situazione nuova, è assalito dall’incertezza, che spesso si mescola ad angoscia, ma la cosa importante è non arrivare mai al panico che ci può seriamente danneggiare.”

•Come gestire bambini e ragazzi in casa?

“Tale stato di emergenza internazionale ha un grande impatto sulla quotidianità di molte persone, anche aumentando l’intensità di emozioni come paura, tristezza e rabbia in modo particolare per bambini e adolescenti. Per i bambini è fondamentale la continuità e stabilità delle attività anche perché tramanda loro un senso di sicurezza. È opportuno evitare di lasciarli a casa con i media allarmistici sempre accesi per evitare di bersagliare la loro mente con un quadro parziale e distorto di quello che sta succedendofuori casa. Per fortuna le scuole, grazie anche alle tecnologie, si sono adoperate per proseguire l’attività didattica e ludica anche a casa. In sostanza i bambini vanno protetti dalle irrazionalità e allarmismi degli adulti, per cui a loro non vanno mostrate le immagini degli scaffali vuoti nei supermercati o le tende fuori dagli ospedali, ma i compiti da fare per conservare un senso di normalità, visto che il mondo e gli essere umani non sono in via di estinzione!”

Quali emozioni possono aiutare a mantenere un comportamento adeguato?

“L’attuale emergenza sanitaria fa tornare in primo piano la nostra parte più emotiva e ci trova impreparati psicologicamente: tocca corde profonde e i nostri bisogni più basici come il bisogno di salute, sicurezza e protezione, ma anche di condivisione e fiducia.

Dobbiamo riuscire a concentrarci su ciò che bisogna fare e non su quanto è accaduto; quì emerge il concetto di “resilienzaovvero la capacità di riorganizzare positivamente la propria vita dinanzi alle difficoltà. Le componenti che favoriscono la resilienza sono la motivazione, il controllo e la sfida. Occorre considerare il mondo come un luogo in cui vale la pena agire per determinare dei cambiamenti positivi, considerare l’evento come una sfida da affrontare e non come un evento da cui fuggire ed infine considerare se stessi come soggetti in grado di prendere il controllo della situazione.

Questo diffuso malessere non si potrà sconfiggere rapidamente ma solo con atteggiamento resiliente cioè con serietà, intelligenza e determinazione, con pazienza e fermezza.”

•Cosa consigli a chi fa uso smodato di social per reperire notizie, senza verificarle e genera panico tra le altre persone?

“Conoscere ed essere informati è importante ma spesso in questi casi si genera la FOMO (Fear Of Missing Out), ovvero la tendenza a ricercare continuamente nuove informazioni e ciò contribuisce a fissarsi sul problema aumentando il livello di stress. Si dovrebbe limitare invece la sovraesposizione di informazioni; attraverso la TV e socialnetwork si è continuamente tempestati di notizie che inevitabilmente generano ansia; sarebbe più corretto informarsi una o due volte al giorno (non di più) e sempre attraverso i canali ufficiali accreditati, come ad esempio il sito del Ministero della Salute. Corrono purtroppo numerose fake news che contribuiscono a peggiorare la situazione e per questo mantenere la calma e fare attenzione a ciò che si sta leggendo è fondamentale.”

•L’isteria di massa ha portato numerose persone a svaligiare i supermercati. Quali sono gli antidoti all’epidemia di paura per il coronavirus?

“Dinanzi al Coronavirus è scattata un’ansia incontrollata: dai supermercati presi d’assalto ai post fake dai toni apocalittici che circolano in rete. Tutto questo non fa altro che alimentare in modo ingiustificato le proprie paure e quelle altrui, infatti diversi studi scientifici hanno dimostrato che il cervello umano è predisposto al contagio emotivo: le emozioni vengono trasmesse attraverso i neuroni specchio i quali permettono di entrare in empatia con gli altri individui e di assorbirne anche i malumori, la negatività estress. Prestiamo attenzione, quindi, a come ci comportiamo, la paura è contagiosa!

Il miglior antidoto alla paura è l’amore verso noi stessi e verso gli altri. Quando stiamo bene il nostro organismo produce ormoni che aumentano il nostro benessere e contrastano gli ormoni dello stress come il cortisolo. Per esempio quando facciamo qualcosa che ci dà piacere e soddisfazione produciamo più dopamina, l’ormone del buonumore. Approfittiamo, ora che abbiamo del tempo a disposizione per praticare attività come yoga, meditazione, tai chi e pilates; grazie a queste è possibile migliorare l’autostima, auto-esaminarci senza essere troppo critici, eliminare i pensieri negativi che ci limitano per sostituirli con idee positive che permettono di migliorarci.”

•Come gestire lo stato di isolamento, soprattutto quello sociale?

“In questo periodo la solitudine rappresenta un problema soprattutto perché è forzata, limitandoci nel fare ciò che vogliamo. Il disorientamento sociale può essere prontamente riconvertito, in quanto gli esseri umani sono in grado di adattarsi a tutto ma necessitano di tempo e di motivazioni; ciò che è avvenuto in questi giorni non ha lasciato tempo per adeguarsi.

Dobbiamo trovare le motivazioni e adeguarci a ciò che bisogna fare, reimparare a stare con i pochi cari o anche da soli. Gli strumenti non mancano, è la comprensione che scarseggia. L’essere umano è molto versatile e sa adeguarsi alle situazioni più diverse ed estreme. I miei nonni hanno conosciuto due guerre, la fame, la persecuzioni, ci avranno messo del tempo pure loro ma ce l’hanno fatta. Possiamo resistere anche noi e trovare la forza per farlo nella consapevolezza che è la cosa giusta da fare e soprattutto che avrà un termine.

Approfittiamone per fare ciò che ci siamo sempre lamentati di non avere mai il tempo di portare a compimento!”