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Sisma, incontro in videoconferenza tra Legnini e i rappresentanti delle Associazioni e Comitati”

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Il borgo di Arquata del Tronto simbolo del terribile sisma del 2016 nelle Marche

Il nuovo Commissario straordinario per il sisma 2016, Giovanni Legnini, ha incontrato nel pomeriggio di sabato 18 aprile alcune decine di rappresentanti delle associazioni e dei comitati del cratere. L’incontro si è svolto nella forma di una videoconferenza, coordinata dal responsabile stampa del commissario, Mario Sensini.

Per Arquata del Tronto, sono intervenuti Carlo Moscati del Comitato “Ricostruire Tufo” e il dottor Italo Paolini dell’Associazione “Arquata Futura”.

“Le prime impressioni raccolte tra i partecipanti parlano di segnali di un cambio di passo nell’interlocuzione con le popolazioni terremotate: – spiegano i Comitati – rispetto ai predecessori, Legnini è apparso più sensibile, attento ed estremamente più informato su tutte le questioni affrontate, con una diversa capacità di addentrarsi nel vivo dei problemi e una concreta volontà di risolverli.
Visto come era andata fino a oggi, almeno una luce di speranza. Che attende concrete conferme.”

Rispondendo ad alcune delle domande dei partecipanti, Legnini ha annunciato che sta lavorando al famoso e necessario testo unico delle ordinanze su ricostruzione privata e pubblica.
“Il suo prossimo passo sarà però l’ordinanza sulla cosiddetta “semplificazione”, che andrà ad azzerare quella inservibile emanata dal suo predecessore Farabollini. In base a questa ordinanza i poteri del commissario in tema di ricostruzione privata saranno potenziati, a cominciare dalla facoltà di decidere in quali casi potrà essere applicata la procedura di autocertificazione dei professionisti.- continuano -Altri provvedimenti, un sistema dei controlli che elimini l’impantanamento preventivo negli Uffici Ricostruzione, per esempio, dovranno garantire una maggiore velocità rispetto alla tragica lentezza della situazione presente.”

“La creazione di condizioni economiche che contrastino lo spopolamento dell’Appennino centrale, soprattutto della parte devastata dal sisma, è stato un altro punto su cui si sono soffermati molti interventi. Moscati e Paolini hanno chiesto differenziazione del cratere, norme univoche per superare i maggiori ostacoli alla presentazione delle richieste di ricostruzione (una rete di vincoli urbanistici e paesaggistici mai adeguata alla necessità della ricostruzione di borghi che come Arquata sono di fatto interamente storici, dalla prima all’ultima pietra).

“Legnini ha detto di voler instaurare un rapporto continuativo di ascolto e scambio, pensato con modalità stabili, e che si aspetta suggerimenti, segnalazioni, richieste di intervento. Ha aggiunto che la sua intenzione è di munire l’Italia di una struttura stabile votata alla ricostruzione, un vero e proprio Dipartimento per la ricostruzione, con personale, competenze, strumenti efficaci e consolidati, così da non dover a ogni nuova emergenza ricominciare tutto daccapo, con un inaccettabile dispendio di risorse e di tempo. Una bozza di provvedimento in tal senso, ha detto, sarà sottoposta ai sindaci e al Parlamento. Una volta costruito, questo Dipartimento dovrebbe essere lo strumento di cui il commissario sisma (ma non solo lui) potrà avvalersi.

Questa ipotesi ha incontrato il favore dei rappresentanti delle associazioni: a patto naturalmente che la creazione del dipartimento non comporti ulteriori ritardi nella ricostruzione, o peggio vanifichi quel po’ che in quattro anni è stato avviato.”- concludono i Comitati e le Associazioni.