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25 aprile, quest’anno la Festa della Liberazione si celebra via web

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L’emergenza sanitaria da Coronavirus cambia il modo di celebrare il 25 aprile ma non ferma la Festa della Liberazione dell’Italia dal nazifascismo.
Il 75° anniversario è affidato tutto alla Rete, le deposizioni di corone d’alloro e tutti gli eventi si terranno in cerimonie non aperte al pubblico, nel rispetto delle norme di distanziamento anticontagio, e saranno trasmesse online.
I Comuni di Ascoli Piceno, San Benedetto e Grottammare affidano al web il compito di rendere partecipi i cittadini delle commemorazioni.
ASCOLI PICENO: solo la deposizione di una corona d’alloro al Sacrario dei Caduti. Nel luogo simbolo della Resistenza alla presenza del Sindaco Marco Fioravanti, del Prefetto Rita Stendella e di un rappresentante della locale Associazione Nazionale Partigiani (ANPI).
“Oggi come 75 anni fa la nostra Ascoli si trova dinanzi ad una nuova salita. Come quelle che conducono al Sacrario di Colle San Marco. Oggi, a 75 anni di distanza, c’è un Paese da reinventare e un futuro da riscrivere. Ne usciremo fuori, tutti insieme, più forti e più uniti” le parole del Sindaco fanno da cornice e per un attimo riempiono il silenzio.
SAN BENEDETTO: una breve cerimonia a cui hanno preso parte solo il Sindaco Pasqualino Piunti e un componente della locale sezione dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia in rappresentanza delle associazioni combattentistiche e d’arma. Alle 11,30 in Viale Secondo Moretti due volontari della protezione civile hanno deposto una corona d’alloro sul monumento ai “Caduti per la Libertà”.
GROTTAMMARE: le celebrazioni saranno svolte on line, con un programma di immagini, parole e musica intitolato “Sotto l’ombra di un bel fior”.
Il messaggio del Sindaco Enrico Piergallini avvicina il passato al presente: “Anche a casa è un dovere festeggiare la Liberazione e la lotta della Resistenza che è, insieme al nostro Risorgimento, il momento fondativo più importante della nostra coscienza nazionale.
Quest’anno poi, in piena emergenza, celebrare la Resistenza, la generazione della Resistenza, ha un significato ancora più alto: da quei ragazzi e da quelle ragazze che allora misero in discussione le loro vite, scelsero da che parte stare della Storia, lottarono per la loro e la nostra libertà, morirono per un’Italia più democratica e più giusta, dobbiamo attingere la  determinazione, la forza e il coraggio necessari per affrontare senza paura e senza debolezze la sfida che il nostro tempo ci impone. Se l’Italia riuscì a risorgere dalle macerie della Seconda guerra mondiale, riusciremo a risollevarci anche noi da questa crisi, se saremo all’altezza della Storia”.
Ascoli, San Benedetto, Grottammare ricordano. Oggi l’Italia tutta ricorda.