Home Economia I CONSIGLIERI ROSARIA FALCO E MARCO CURZI SULLA RIPARTENZA DEL COMMERCIO

I CONSIGLIERI ROSARIA FALCO E MARCO CURZI SULLA RIPARTENZA DEL COMMERCIO

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“Pur non potendosi considerare l’emergenza sanitaria come superata, in vista della cauta e graduale ripresa delle attività commerciali nella nostra città, vorremmo fornire qualche sollecitazione, nell’attendismo imperante che caratterizza questa Amministrazione comunale, prestando la voce alle problematiche che affliggono tutto il tessuto economico della nostra città, così duramente messo alla prova dalla totale chiusura di tutte le attività commerciali non essenziali. In primo luogo, tra le prime attività fermate, in ragione della sua stessa natura, c’è quella dei mercati cittadini, che nella nostra città sono molto estesi e frequentati ed hanno luogo in due occasioni infrasettimanali.
Esigendo il contatto diretto e a volte massiccio con la clientela, i mercati sono stati considerati come occasioni commerciali ad elevato rischio di contagio. Nell’ultimo decreto del Presidente del Consiglio relativo alla fase 2 ed alle riaperture graduali delle attività, la categoria degli ambulanti non viene affatto citata, dunque probabilmente i mercati rientreranno tra le attività che riapriranno forse il primo giugno.
Ci è stata però sottoposta una questione che, nella migliore delle ipotesi, costituisce un caso di eccessiva esitazione amministrativa: gli ambulanti corrispondono al Comune una tassa, la Tosap, che è rapportata alla superficie in metri quadri della postazione di ciascun commerciante.
Va considerato che gli ambulanti corrispondono tale imposta trimestralmente, e che a gennaio hanno pagato quella del primo trimestre, usufruendo dell’occupazione solo nei mesi di gennaio e febbraio, ma non godendone a marzo. Prevedendo una auspicabile ripresa dei mercati nel mese di giugno, questo sarebbe l’unico mese del secondo trimestre in cui usufruiranno del diritto all’occupazione del suolo pubblico, sperando anche che tutti gli ambulanti saranno in grado, saltate le vendite primaverili, di approvvigionarsi di merce e di riuscire a far sopravvivere le loro attività. In questo particolare e drammatico momento economico, relativamente ad una imposta come quella in oggetto, di competenza esclusiva del Comune, senza starci a pensare un attimo, l’Amministrazione dovrebbe considerare già pagato il secondo trimestre, poiché quelli effettivamente goduti saranno coperti dalla quota già corrisposta a gennaio..
Invece pare che, con incredibile magnanimità, l’Amministrazione abbia concesso agli operatori un rinvio del pagamento del secondo trimestre, da considerarsi comunque dovuto, alla fine di maggio. Ci appare chiaramente assurdo che una categoria già ampiamente penalizzata si trovi a pagare una tassa senza la sottostante motivazione fondante, ossia senza aver potuto, per causa di forza maggiore derivante dagli ordini delle Autorità, usufruire del diritto di occupazione del suolo pubblico.
Dunque è inammissibile ogni esitazione, come tergiversare appellandosi a futuri fondi governativi, o ventilare possibili rimborsi, magari il prossimo anno: la situazione è critica adesso, e gli operatori vanno aiutati nell’immediato. Ci auguriamo caldamente quindi che non dovremo sentire inaccoglibili pretesti, è il momento per tutte le Amministrazioni di aiutare il più possibile la città e tutti i protagonisti della vita economica a ripartire pian piano, non certo di pensare al pareggio di bilancio.
Motivazioni e allarmi per molti versi analoghi ci giungono dal settore del commercio al dettaglio di capi di abbigliamento: anche qui la collezione primaverile, per coloro che si erano approvvigionati come sempre tra gennaio e febbraio, resterà invenduta e stipata nei magazzini, senza spesso poterla pagare, mentre le riaperture, per i coraggiosi che vorranno tentare di ripartire con grandi sacrifici, si preannuncia onerosa per tutte le cautele che saranno imposte in termini di sanificazione dei locali, presidi medici, erogatori di disinfettanti, oltre che gli affitti e tutti gli oneri tributari locali, regionali e governativi, in primis l’imposta sui rifiuti, anch’essa non giustificabile per il periodo di chiusura delle attività.
Torneremo nel dettaglio su tale fragile ma importantissima categoria di commercianti, come su tante altre presenti sul territorio, ma nel frattempo ovviamente sarà obbligatorio per l’Amministrazione ascoltare tutte le problematiche avvertite, come sembra abbia cominciato a fare, e attivarsi senza indugio relativamente alle poste di sua competenza, movimentando tutti i canali disponibili, compresa l’Anci, per dare voce e soluzione ai timori e al generale malessere di tutti i protagonisti della vita economica e produttiva di questa città”.
Consigliere Rosaria Falco
Consigliere Marco Curzi