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RIFLESSIONI DEL DOTTOR NICOLA BAIOCCHI E DI ROSARIA FALCO DEL COMITATO SALVIAMO IL MADONNA DEL SOCCORSO

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Abbiamo letto con attenzione la recentissima delibera 523/20 avente ad oggetto la “riorganizzazione delle Attività di Ricovero ed Ambulatoriali presso le Strutture Ospedaliere Pubbliche e Private”.
A pagina 6, punto C, “Strutture pubbliche con percorsi Covid riattivabili in emergenza epidemica” si legge: “sarà necessario prevedere … la tempestiva riorganizzazione dei percorsi dedicati sopraindicati … presso le seguenti strutture che hanno già sviluppato specifiche competenze nella gestione di pazienti Covid-19 durante la prima fase dell’epidemia.
Presidio Unico di Area Vasta 5 stabilimento di San Benedetto del Tronto e sezione distaccata (ex malattie infettive) presso stabilimento di Ascoli Piceno.
Viene dunque spontaneo chiedersi quanti pazienti abbia accolto e gestito l’ospedale di Ascoli Piceno se “tutti” i Covid positivi sono stati inviati a San Benedetto. La sola risposta è che al Mazzoni sarebbero diventati esperti del trattamento dei pazienti Covid per il fatto di aver eseguito un certo numero di tamponi.
Abbiamo compreso che secondo leggi non scritte in AV5 non occorre visitarli, trattarli con farmaci e respiratori, intubarli, seguirli giorno e notte con i monitor: tutto inutile, basta fare i tamponi e si diventa esperti. Però questa conclusione crea un enigma ancora più complesso. Infatti va fatto notare che, in data 24 aprile, un documento del Servizio Sanità dell’Asur ha individuato 4 laboratori privati per la diagnosi molecolare Covid-19, di cui 2 localizzati nell’AV5. Ricordiamo che il Comitato ha più volte chiesto che l’ospedale di San Benedetto fosse dotato di almeno un apparecchio per la diagnosi di laboratorio dell’infezione, senza dover perdere tempo a mandare gli esami ad Ascoli ed attendere poi l’esito il giorno successivo. Né dalla Regione né dalla Direzione dell’AV5, abbiamo avuto risposte a queste legittime richieste. In compenso ora saranno pagati due laboratori privati locali, ma assolutamente nessuna “concessione” al Madonna del Soccorso, che, evidentemente, non ha sviluppato sufficienti e specifiche competenze. Ne deriva anche che, poiché il Mazzoni ha sviluppato competenze nel trattamento dei pazienti Covid solo per aver fatto dei tamponi, allora anche i laboratori privati diventeranno altrettanto competenti, molto più del nostro ospedale.
Tutto questo ci dà la certezza che la DGR 523/20 sia, per la Riviera, l’ennesima presa in giro, figlia o nipote della Neurochirurgia di buona memoria ma defunta nella culla, nonché sorella della “Rianimazione inesistente”. Perciò ci aspettiamo che, nonostante ciò che è stato scritto nella DGR 523, nell’AV5 il P.S. che dovrà trattare i pazienti Covid resterà solo quello di San Benedetto perché Ascoli, sicuramente, non verrà “inquinata”.
Forse c’è qualcuno dei nostri politici, esclusi ovviamente coloro che ancora oggi sproloquiano di “ospedale di eccellenza”, che pensa che questi ennesimi insulti all’impegno degli operatori sanitari locali e all’intelligenza di un’intera popolazione meritino delle risposte pubbliche sempre più dure?
Dott. Nicola Baiocchi
Cons. Rosaria Falco