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Ascoli, Il Vescovo Giovanni D’Ercole si scusa con i fedeli per la vicenda di Padre Alberto Bastoni

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Il Vescovo di Ascoli, Sua Eccellenza Giovanni D'Ercole

La vicenda di Padre Alberto Bastoni ha sconvolto la Diocesi di Ascoli. Del passato turbolento del sacerdote la comunità ascolana ne era a conoscenza e tutti speravano che proprio grazie alla mediazione del Vescovo Giovanni D’Ercole che lo aveva preso in custodia per cercare di riportarlo sulle retta via, non ci sarebbero stati più problemi.

E invece il primo a rimanere deluso dagli atteggiamenti di Padre Alberto alla fine è stato proprio il Vescovo D’Ercole che ieri durante la celebrazione della Messa domenicale delle ore 11 in occasione della solennità della Santissima Trinità ha preso coraggio e si è scusato con i fedeli ascolani.

Parole forti e determinate, da uomo e sacerdote profondamente turbato dal nuovo scandalo che ha travolto il vice parroco della Cattedrale di Sant’Emidio.

Padre Alberto Bastoni

“Fratelli e sorelle carissimi – ha dichiarato il Vescovo D’Ercole durante l’Omelia della Santa Messa da lui stesso celebrata proprio per mostrare vicinanza alla comunità parrocchiale – Non posso iniziare la celebrazione eucaristica senza chiedere perdono per lo scandalo che ha colpito questa comunità parrocchiale, i sacerdoti e l’intera Diocesi di Ascoli Piceno.

Sono un padre ferito, ma anche sereno perché sento dentro di me di aver fatto tutto il possibile. Abbiamo cercato di aiutare una persona perché sapevamo di poterlo fare, e abbiamo preso tutte le misure del caso. Questo mi da serenità. Le cose sembravano andare bene, ma il cuore dell’uomo è cosi, l’animo umano, anche quello di un prete, resta sempre un abisso misterioso”.

Chiedo perdono anzitutto a Dio perché è stata gravemente offesa la sua misericordia. Chiedo perdono a questa comunità parrocchiale così duramente e ingiustamente ferita dalla condotta di un sacerdote accolto con amore.

Sono vicino ai sacerdoti, ai catechisti, ai collaboratori, ai genitori dei ragazzi e bambini, a tutti i fedeli: voglio assicurare a tutti la mia vicinanza e intendo pubblicamente ringraziarvi per la testimonianza cristiana di accoglienza e di generosa fedeltà che molti di voi hanno coraggiosamente dato.

Oggi soffriamo nel buio di tante domande, ma sono certo che il sole tornerà a splendere sul nostro cammino. Chiedo perdono con l’umiltà di un padre ferito, profondamente scosso per quanto è avvenuto e per non essere riusciti, pur con tanta buona volontà, a impedirlo.

Questa richiesta di perdono è al tempo stesso domanda di verità e di trasparenza, per cui, mentre esprime totale fiducia agli inquirenti, la Diocesi manifesta tutta la sua disponibilità e volontà di collaborare affinché sia fatta piena luce sull’accaduto.

E ora mi rivolgo a Te, Dio santo e fonte di misericordia: guarda questa tua famiglia che spera in Te e donaci con il tuo aiuto la grazia di superare questa prova”.

Il caso di Padre Alberto Bastoni, l’ormai ex vice parroco del Duomo di Ascoli, è tuttora al centro di una scottante indagine che rischia di imputargli diversi reati. L’attenzione degli inquirenti con le due Procure di Ascoli e di Ancona al lavoro su intercettazioni, testimonianze e sull’analisi di quanto contenuto nel computer del sacerdote, è concentrata sugli incontri che il sacerdote avrebbe avuto e sulla possibile presenza anche di minori. La detenzione di discrete quantità di cocaina nascosta nel contenitore per le ostie lo colloca invece per ora solo come ‘assuntore’.