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Strage discoteca: processo ad Ancona, sentenza il 30 luglio. La difesa di Badr chiede l’ assoluzione, per la mancanza di nesso causale tra furti e morti

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Fori deposti per Daniele Pongetti, 16 anni, una delle vittime della discoteca di Corinaldo, al'lItis Volterra Elia di Ancona, 10 dicembre 2018. ANSA/Marina Verdenelli

E’ prevista per il 30 luglio, ad Ancona, dopo le repliche di parti e pubblico ministero, la sentenza nel processo contro la cosiddetta “banda dello spray”, che, secondo l’accusa, entrò in azione per commettere furti, anche spruzzando spray al peperoncino, nella discoteca Lanterna azzurra di Corinaldo.
La notte tra il 7 e l’8 dicembre 2018 nella calca morirono cinque minorenni e una donna di 39 anni, madre di una delle ragazzine che erano nella discoteca.
Sono in sei, poco più che ventenni del modenese, a dover rispondere, a vario titolo, di omicidio preterintenzionale, associazione per delinquere, lesioni ed episodi di rapine e furti con strappo: i pubblici ministeri Paolo Gubinelli e Valentina Bavai hanno già chiesto condanne tra i 16 e i 18 anni di carcere.
Nella propria arringa, il difensore di uno di loro, Badr, avvocato Alessandro Cristofori, ha respinto (come le altre difese) le accuse contestate all’assistito, in particolare riguardo allo spray: per il legale, provare la compresenza non vorrebbe dire dimostrare colpe o il concorso tra persone, e non ci sarebbe neanche un nesso causale tra i furti all’interno del locale ed “eventi lesivi” fuori.