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Ascoli, Procaccini (PD): “La verità sulla sanità ascolana”

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5 COSE DA SAPERE SULLA SANITÀ ASCOLANA DI LEGA E FRATELLI D’ITALIA

Il Segretario comunalw del PD Angelo Procaccini ha inviato un comunicato sulla sanità ascolana.

“Per nostra natura – ha scritto Pepcaccini –  cerchiamo di non impostare le campagne elettorali con vuoti slogan e polemiche farcite di bugie. Tuttavia, spesso accade di essere trascinati da alcuni esponenti politici della destra della nostra città su questo tipo di terreno e dopo settimane in cui siamo costretti ad ascoltare in silenzio i loro sproloqui sulla sanità, vorremmo fare alcune precisazioni.

Forse infatti l’assessore Monica Acciarri e l’ex sindaco Guido Castelli sono di memoria corta e di questo probabilmente non c’è neanche da stupirsi vista la carriera della prima, caratterizzata da cambi di partito non solo nella stessa area politica ma anche tra opposte fazioni, e gli slogan del secondo che promette un Piceno “non più cenerentola delle Marche” dimenticando che dagli anni ‘90 amministra la cosa pubblica nel territorio, trent’anni di onorata carriera coronati da 10 svolti come sindaco del Capoluogo.

Vorremmo quindi fare un breve riepilogo di cosa accadde alla sanità ascolana nel periodo che va circa dal 2010 al 2015. Anni in cui Monica Acciarri si vantava di gestire la sanità del Piceno e Guido Castelli sedeva nel posto più importante dell’Arengo. Cinque macroscopiche e imbarazzanti situazioni che si determinarono in quegli anni:

1️⃣. Il reparto di malattie infettive fu chiuso e trasferito a Fermo.
2️⃣. Furono chiuse le Radioterapie per la cura del tumore perché gli acceleratori non erano funzionanti: non si pensò di ripararli, ne di comprarne di nuovi ma si preferì far spostare il reparto a Macerata.
3️⃣. L’accorpamento dei reparti per mancanza di personale durante il periodo estivo.
4️⃣. Il reparto di psichiatria venne trasferito a San Benedetto del Tronto.
5️⃣. Il collocamento a Macerata dei nuovi reparti specialistici di radiologica interventistica e di medicina vascolare in base al piano aziendale del 2014 che sulle linee guida della decreto Balduzzi non prevedeva nuove specializzazioni per l’ospedale di Ascoli.

Cinque fatti sui cui nel migliore dei casi chi oggi si erge a difensore della sanità ascolana non batte’ ciglio e addirittura spinse tali azioni. A questo aggiungiamo che nel 2015 nell’ospedale di Ascoli mancavano ben 12 primari, mai sostituiti, tra cui quello di Chirurgia e che in quegli anni i cambi di direttori avvenivano circa ogni 18 mesi, segno che non tutte le persone che ricevevano questo incarico erano disposte a sottostare alle dinamiche clientelari con cui la nostra destra è abituata ad amministrare la cosa pubblica.

Negli ultimi anni, abbiamo risolto queste enormi storture istituendo il reparto di radiologia interventistica, creando 5 posti letto per medicina vascolare, eliminando l’aberrante sistema degli accorpamenti estivi, ripristinando radioterapia con due nuovi acceleratori e i posti letto per malattie infettive. Sono stati riassegnate tutte le posizioni di primario e banditi i concorsi per sostituire chi nel frattempo è andato in pensione. Abbiamo inoltre fatto investimenti strutturali sia per l’ospedale di Ascoli Piceno che per quello di San Benedetto del Tronto, riammodernando le strutture, aumentando i posti letto, migliorando le dotazioni tecnologiche, aumentando il personale e facendo tornare a investire nella sanità importanti stakeholder come la Cassa di Risparmio.

Per non parlare poi dell’emergenza #Covid19 che nella nostra provincia è stata superata grazie alla scelta di separare i due ospedali e al sistema delle USCA che ha evitato un elevato numero di ricoveri curando i malati nei propri domicili. Da quest’esperienza siamo usciti con una sanità migliore, implementata sotto tutti i punti di vista. Proprio per questo abbiamo già implementato il sistema territoriale basato sulla cura a domicilio e sulla telemedicina e nei prossimi anni la nostra idea è di continuare in questa direzione grazie alle risorse del MES (che se fosse stato per Fratelli d’Italia e Lega non avremmo mai ottenuto).

Per quanto riguarda inoltre l’ultima grande trovata con la quale la destra vorrebbe far credere ai cittadini che il PD ha cambiato opinione sul tema della sanità, vorremmo ricordare che noi prendiamo decisioni collettive e solo dopo riflessioni interne. Per questo possiamo tranquillamente affermare che nessuno dei nostri organismi ha mai cambiato opinione sul tema, se non alcune considerazioni di estremo buon senso fatte alla luce del cambio di prospettiva a cui il Covid19 ha costretto non solo la provincia di Ascoli Piceno ma il mondo intero, dagli Stati Uniti alla Cina. In tre punti, una sanità territoriale che vada a casa del cittadino grazie agli investimenti in nuove tecnologie, il continuo miglioramento degli ospedali di Ascoli e San Benedetto e un nuovo ospedale che non sia “Unico” come alla propaganda di destra fa comodo dire, ma che sia “In Più”: un terzo ospedale moderno che possa accogliere eccellenze tecnologiche, strutturali e di personale.

Se poi volessimo tradurre tutto ciò in un discorso di visione politica, potremmo parlare della scellerata proposta di legge tanto sostenuta da Castelli che prevede la creazione dell’Azienda Ospedaliera. Il suo fallimento è stato palesato dalla Regione Lombardia e dal suo modello che concentra tutte le attività nella struttura ospedaliera. Questo modello privatistico e a pagamento, al quale il nostro ex sindaco si ispira, ha dimostrato tutta la sua inefficienza che purtroppo i cittadini e le cittadine lombarde hanno pagato con le loro vite.

Purtroppo, e questa è la cosa che al netto di attacchi personali e fake news ci duole di più constatare, neanche una tragedia come il Coronavirus ha insegnato ai rappresentanti della destra picena a non fare propaganda politica sulla salute delle persone, ignorando come sempre le corrette sedi e le giuste metodologie di un sano dibattito politico”.