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Ascoli, Rinviato ad aprile lo spettacolo ‘Hamlet’ con Giorgio Pasotti e Mariangela D’Abbraccio

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Giorgio Pasotti

Lo spettacolo Hamlet con Giorgio Pasotti e Mariangela D’Abbraccio previsto al Teatro Ventidio Basso di Ascoli Piceno il 23 ottobre nell’ambito di Ascoli Scena d’Autunno, rassegna promossa dal Comune di Ascoli Piceno con l’AMAT, è rinviato al 10 aprile.

Mariangela D’Abbraccio

Rimangono validi i biglietti già acquistati. Per informazioni: AMAT 071 2072439.

Liberamente tratto dall’opera di Shakespeare, l’Amleto di Angelini e Prisco è un eroe moderno: nella sua incapacità di scegliere, nel subire il peso fisico e terreno che deriva da tali indecisioni, nell’isolamento che arriva a sfiorare la follia. Un uomo imprigionato nella sua condizione, simile in tutto e per tutto a quelli che s’incontrano lungo i marciapiedi delle nostre città. Già diversi secoli prima della nascita della psicanalisi, Amleto s’impone come un personaggio dalla psiche profonda e complessa: la sua battaglia, prima che col mondo esterno, è interiore.

Giorgio Pasotti e Mariangela D’Abbraccio

Giorgio Pasotti affronta questo personaggio con grande umiltà: «Ho molto rispetto nei confronti di questa grandiosa opera e non è facile avere a che fare con Amleto, viste le numerose interpretazioni. Devi decidere di non pensarci, altrimenti ti blocchi. Ma arrivato a 45 anni ho deciso che era giunto il momento di accettare la sfida: è il personaggio che più ho desiderato di interpretare. Lo prendo con molta serietà, ma cercando anche di divertirmi».

Per Mariangela d’Abbraccio è un’altra grande prova d’attrice, in un ruolo così complesso e ricco di sfumature: «La cosa che mi è piaciuta di più è la scrittura di questa versione. Geltrude è una donna che rincorre l’eterna giovinezza, esattamente come tutte le donne, nella loro più intima fragilità. Qui appare imprigionata nel suo lifting: la donna che si piega all’uomo in una trasfigurazione fisica in cui si obbliga a non essere sé stessa. La maschera tragica di Geltrude è della donna costretta, strizzata dentro un’impalcatura, proprio ciò che dovremmo combattere noi donne che invece dovremmo farci amare per quello che siamo».