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Porto Sant’Elpidio, Giro d’Italia e il mito di Marco Pantani: “emozione ciclismo” nella città elpidiense

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Il Sindaco Franchellucci, l'assessore Ferracuti e Tonina Pantani

La festa di maggio del Giro d’Italia è stata rinviata in via del tutto eccezionale e per cause di forza maggiore al mese di ottobre causa il Covid-19, la cui emergenza tiene molto alta l’attenzione non solo nel mondo sportivo.

Dalla primavera all’autunno, a Porto Sant’Elpidio è già febbre da Giro d’Italia, evento pronto a dare un’immagine più che positiva alla città e all’intera regione Marche, oltre a fare da volano a tutto il sistema economico e turistico del territorio, grazie alle riprese televisive della Rai e agli organi di stampa nazionale ed internazionale che seguono le gesta dei corridori.

Il giorno da segnare in agenda è quello di mercoledì 14 ottobre con la partenza dell’undicesima tappa del Giro numero 103 (traguardo a Rimini dopo 182 chilometri), la cui presentazione è avvenuta al ristorante Perla sul Mare.

La città elpidiense fu arrivo di tappa nel 1992 con la vittoria di Mario Cipollini ed anche nel 2012 con il successo del colombiano Miguel Angel Rubiano Chavez. Oltre ai due arrivi, per la quarta volta Porto Sant’Elpidio sarà sede di partenza nella storia della Corsa Rosa come avvenne nel 1992 (traguardo a Sulmona con successo di Franco Vona) e per due volte nel 2004 (arrivi ad Ascoli Piceno e a Cesena con vittorie rispettivamente di Alessandro Petacchi ed Emanuele Sella).

In tema Corsa Rosa, il giornalista sportivo Rai Giorgio Martino, moderatore della presentazione, ha presentato il proprio libro “Giro! Storie, leggende, personaggi”, edito da Kenness, in cui sono raccontate tutte le imprese, le gioie e le sconfitte dei grandi campioni che sono stati gli artefici della grandezza del Giro d’Italia in 111 anni di vita.

Il mondo del ciclismo non dimenticherà mai Marco Pantani, venuto a mancare in quel tragico 14 febbraio 2004 e al centro del giallo più controverso ed intricato della recente storia sportiva italiana.

La signora Tonina Pantani

La mamma Tonina Pantani, ospite della presentazione, continua ancora ad invocare giustizia per la  morte del figlio ed ha puntualizzato: “Ho provato più volte a mettere su una scuola di ciclismo giovanile nel nome di Marco, ce l’ho messa tutta ma a Cesenatico non posso fare più niente e sto pensando seriamente di spostare la granfondo Pantanissima altroveE poi non mi hanno coinvolto per l’arrivo di tappa del Giro a Cesenatico e neanche una citazione per l’anniversario dei 50 anni di mio figlio”. E Porto Sant’Elpidio potrebbe farsi avanti insieme a tutta l’amministrazione comunale per ricordare con la granfondo il compianto Pantani, il campione più amato e celebrato dagli sportivi di tutto il mondo.

 “Le Marche sono diventate il punto nevralgico del ciclismo nazionale ed internazionale – ha affermato il sindaco di Porto Sant’Elpidio Nazareno Franchellucci – grazie al Giro d’Italia che ospiterà l’unica tappa nella nostra regione. Questa edizione della Corsa Rosa celebra la ripartenza del nostro paese perché la bicicletta migliora la qualità della vita e fa da traino all’economia. Il Giro 2020 deve prendere spunto da quello della Rinascita del 1946 che fece ripartire il nostro paese tra le macerie della Seconda Guerra Mondiale. La tappa collega Rimini, città che non ha eguali dal punto di vista della ricettività e delle potenzialità turistiche. Il Giro è una festa per tutti ma in questi giorni non dobbiamo abbassare la guardia per il Covid-19. Le scuole di ogni ordine e grado saranno chiuse perché vogliamo rendere partecipi tutti i nostri giovani e gli appassionati di questo meraviglioso sport”.

Crescono l’attesa e l’emozione giorno dopo giorno – ha commentato l’assessore al turismo Emanuela Ferracuti – per questo grande evento della Corsa Rosa, fortemente voluto dalla nostra amministrazione comunale insieme a Vincenzo Santoni della Gio.Ca Communications, motore di tante iniziative e ingranaggio fondamentale di tutto il nostro comitato di tappa. Quando c’è sinergia a livello organizzativo, si ottengono risultati sempre più gratificanti. Si è deciso con tutti i commercianti di abbellire le vetrine delle varie attività a tema del Giro d’Italia, da questo fine settimana fino al 14 ottobre, senza dimenticare l’illuminazione della Torre dell’Orologio nella vicina Piazza Garibaldi con il colore rosa”.

Il neo consigliere della Regione Marche, Andrea Putzu, ha sottolineato il “momento storico difficile che stiamo attraversando con l’emergenza sanitaria a livello nazionale ed il Giro d’Italia può essere l’occasione per far tornare i bambini in strada ad applaudire i campioni di questo sport e a seguire un evento di caratura internazionale con la consapevolezza di essere responsabili e di agire in sicurezza”.

Nelle parole di Fabio Luna (presidente Coni Marche), Lino Secchi (presidente del comitato regionale FCI Marche) e Alberto Mazzini (responsabile del progetto Marche Outdoor) sono state  evidenziate l’importanza di un evento di richiamo come il Giro d’Italia nella regione Marche che si conferma un “luogo di culto” del grande ciclismo a livello internazionale.

 

MERCOLEDI’ 14 OTTOBRE A PORTO SANT’ELPIDIO

Ritrovo di partenza alle 10,30 a Piazza Garibaldi.

Sfilata e presentazione delle squadre dalle 10,45 alle 12,00.

Partenza ufficiosa alle 12,05 da Lungomare Trieste, ufficiale ore 12.15 dopo il trasferimento di 3300 metri fino al chilometro zero strada statale 16 Adriatica direzione nord.

Open Village presso il parcheggio asfaltato via Mameli.

Parcheggio bus squadre presso Lungomare Faleriense (altezza Area Ex Orfeo Serafini).

 

L’UNDICESIMA TAPPA IN SINTESI

Frazione di 182 chilometri quasi completamente pianeggiante che percorre quasi interamente la strada statale Adriatica in direzione nord, con una breve deviazione per scalare il Monte San Bartolo salendo da Pesaro dopo aver percorso su strade larghe e sostanzialmente rettilinee i primi 100 chilometri. I successivi 20 chilometri sono sempre praticamente diritti lungo la via Emilia prima di un breve tratto con facili saliscendi che toccano Misano Monte, Coriano e Cerasolo prima del finale che attraverso Santarcangelo di Romagna porta a Rimini.