Home Cultura & Spettacolo Ascoli, L’assessore Giorgia Latini: “Aiuti dalla Regione Marche per il comparto Cultura”

Ascoli, L’assessore Giorgia Latini: “Aiuti dalla Regione Marche per il comparto Cultura”

209
0
L'assessore regionale della Lega Giorgia Latini
NELLE MARCHE I MESTIERI DELLO SPETTACOLO DAL VIVO NON SI FERMANO – La Regione approva progetto di sostegno alle attività del comparto per 120mila euro
“Per dare una tempestiva risposta alle diverse realtà del comparto dello spettacolo dal vivo, come assessorato alla Cultura della Regione Marche, abbiamo aperto un bando da 120 mila euro rivolto a tutti gli artisti e alle compagnie professionali delle Marche attivi negli ambiti del teatro, della danza, della musica e del circo contemporaneo, duramente colpiti dalle chiusure decise dall’ultimo Dpcm”. Lo dichiara l’assessore della Lega alla Cultura in Regione Marche Giorgia Latini annunciando il progetto, che partirà il prossimo 6 novembre, “Marche palcoscenico aperto: i mestieri dello spettacolo non si fermano”.
“L’invito – spiega l’assessore Latini – è di sviluppare un progetto performativo attraverso tutti gli strumenti – a partire dal digitale, mediante il ricorso al telefono ma anche alle molte piattaforme in uso- che consentono da subito di svolgere attività anche ‘a teatri chiusi’, non prevedendo di utilizzare uno spazio con partecipazione del pubblico in presenza. Live streaming, creazioni per le piattaforme digitali, spettacoli per Whatsapp o telefono e così via: alla creatività degli artisti nessun limite, se non quello di inventarsi innumerevoli “teatri virtuali” in cui poter incontrare gli spettatori.
La Regione Marche vuole lanciare una proposta pilota a livello nazionale: è fondamentale in questo momento trovare forme innovative per sostenere anche economicamente il lavoro artistico, piuttosto che limitarsi solo ai pur giusti “ristori”. Il provvedimento, uno dei primi approvati con il presidente Acquaroli, vuole essere un segno di attenzione per il settore in un momento difficile, in cui i teatri sono costretti alla forzata chiusura. Non si tratta di assistenzialismo, ma di un incentivo per fare in modo che l’attività artistica, un lavoro a tutti gli effetti con la sua grande rilevanza produttiva ed economica, non si fermi”.