Home Cronaca Sono 300 i positivi al Covid nelle Rsa delle Marche

Sono 300 i positivi al Covid nelle Rsa delle Marche

254
0
In una foto fornita dal Ministero della Difesa, una fase dell'dell' "Operazione Igea", circa 1400 unità , distribuite in 200 team in grado di eseguire fino a 30.000 tamponi al giorno, operative a partire dal prossimo fine settimana, condotta da team interforze della Difesa, composti da personale di tutte le Forze Armate, che il Ministero ha messo a disposizione dei cittadini su tutto il territorio nazionale per incrementare la capacità giornaliera del Paese di effettuare tamponi, 21 ottobre 2020. .

Sono circa 300 le persone attualmente positive al coronavirus in case di riposo ed Rsa nelle Marche. Lo ha riferito l’assessore regionale alla Sanità Filippo Saltamartini a margine del Consiglio regionale straordinario dedicato alle misure e alla situazione determinata dalla pandemia di Covid-19.

Il quadro delle Rsa, ha aggiunto, “vede aumentare i malati covid all’interno delle strutture.
Abbiamo dato una direttiva al Servizio sanitario di verificare come mai è avvenuto questo e se sono stati posti in esecuzione i temponi preventivi sul personale”. Un’altra indicazione, ricorda Saltamartini, è che “questi pazienti delle Rsa possano essere curati non con il sistema dei medici di famiglia, ma con la sanità ospedaliera, dunque sottoposti a visite specialistiche, con infermieri professionali ed equipaggi delle Usca (unità speciali continuità assistenziale)”. Ciò per “fornire i trattamenti necessari, la migliora cura possibile, ma anche per evitare che il sistema ospedaliero entri in collasso per questo altissimo numero di degenti che vengono dalle case di riposo”.
“Le case di riposo sono monitorate tutto il giorno dalla sanità pubblica. – ha ribadito -. Teniamo conto che in queste case di risposo si registra una carenza di personale, di infermieri e di oss: è un problema che stiamo affrontando perché sostanzialmente, con il concorso bandito per assumere infermieri negli ospedali, nella sanità pubblica, c’è un effetto attrazione per quanto riguarda gli infermieri che lavorano nelle case di riposo. Cercheremo di risolvere anche questo problema”