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Covid: Cgil, Cisl, Uil Marche, ospedali oltre soglia critica. La Regione Marche metta a disposizione dati: serve un confronto aperto

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Personale sanitario allÕinterno del reparto di Terapia intensiva Covid19 per i pazienti infetti da Coronavirus del Policlinico Militare Celio di Roma, spoke dellÕospedale Spallanzani nellÕambito della rete Covid. Roma 1 aprile 2020. ANSA/CLAUDIO PERI

“Le Marche sono diventate zona arancione. Una scelta che ha fatto discutere i vertici della Regione, a partire dal presidente Acquaroli, che si è dichiarato sorpreso.

Sicuramente il presidente della Regione conosce bene i dati e ha il quadro preciso della situazione, cosa di cui noi non disponiamo. Da quello però che sappiamo e soprattutto ascoltando coloro che operano negli ospedali, negli ambulatori nel territorio, nelle strutture residenziali, non c’è proprio da meravigliarsi”.
Così in una nota le segreterie regionali di Cgil, Cisl e Uil delle Marche.
“Secondo i dati giornalieri forniti dall’Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali (Agenas) – si legge -, nelle Marche, infatti, il 37% dei posti letto di terapia intensiva è occupato da pazienti Covid, ben oltre la soglia critica di saturazione (30%) e anche superiore alla media nazionale (34%). Ma sottolineano i sindacati – preoccupa soprattutto il quadro dei ricoveri in altri reparti (area non critica) dove i posti letto occupati da pazienti Covid nelle Marche raggiungono addirittura il 58% superando ampiamente la soglia di saturazione (40%), oltre che la media nazionale (50%).
In pratica le Marche sono la quinta regione, dopo Trentino, Piemonte, Valle d’Aosta e Liguria, ad avere la percentuale più alta di ricoveri Covid sul totale dei posti letto. Il che sottolinea la difficoltà evidente di gestire il Covid nelle reti territoriali extra-ospedaliere.
Un quadro particolarmente difficile – insistono Cgil, Cisl e Uil – che mette a dura prova il personale sanitario ormai allo strenuo, e che rischia di penalizzare i malati non Covid, ai quali viene negata o rimandata una risposta ai propri bisogni di salute, perché negli ospedali o negli ambulatori non c’è posto e i tempi di attesa si allungano. “Questo non è il momento delle polemiche – si legge, ancora, – ma quello in cui tutti, dalle istituzioni ai singoli cittadini, sono chiamati a fare la propria parte con il massimo rigore e senso di responsabilità”.
Quindi, i sindacati chiedono alla Regione “aldilà delle valutazioni su come le Marche sono rientrate nella zona arancione, di mettere a disposizione tutti i dati utili a conoscere nel dettaglio il quadro della situazione e favorire un confronto aperto volto a far emergere soluzioni condivise per arrivare quanto prima possibile al superamento delle attuali criticità, a partire dal programmato incontro con l’assessore Saltamartini”.