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Ascoli, Il PD comunale: “Grave privatizzare le biblioteche”

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“È grave che l’amministrazione comunale (in piena coerenza con le proprie ideologie) decida di privatizzare uno dei servizi culturali più importanti: quello bibliotecario”.

Il PD ascolano attraverso i consiglieri Ameli, Frenquellucci e Procaccini attacca duramente la giunta Fioravanti.

“Pian piano Castelli prima e Fioravanti ora, hanno effettuato e continuano ad effettuare scelte ideologiche su servizi importanti per la città: dagli asili, alle mense, passando per l’illuminazione e i rifiuti ed ora alle biblioteche e messi comunali”

“Siamo convinti – proseguono i Dem- che la gestione del cuore di servizi attinenti ai fondamentali diritti della persona (alla salute, alla cultura, ecc.) debba restare in mano pubblica.  Al contrario, così facendo si stanno affidando tutti i servizi strategici alle solite agenzie interinali, privati e cooperative che spesso poco hanno a che fare con i valori della cooperazione ”

“Si cambia paradigma” accusano i dem “passando da un ente pubblico che promuove la propria ricchezza culturale accumulata nel tempo ad un’istituzione che vende quello stesso patrimonio a soggetti non ben identificati”.

“Ci appelliamo alla professoressa Ferretti e a tutti i consiglieri comunali liberi” chiosano Ameli, Frenquellucci e Procaccini “affinché possano esprimere un loro libero dissenso da scelte sbagliate e dannose che hanno ben poco di economicità ma molto di ideologia politica con il concreto rischio di minori tutele lavorative per i soggetti che saranno impiegati”.

“C’è bisogno di sostenere il sapere e la cultura attraverso la salvaguardia delle biblioteche. Non è’ possibile che ciò sfoci in mero profitti dei privati”.

“In questi anni di digitalizzazione sfrenata” – concludono i Dem – “le biblioteche ed i servizi connessi risultano sempre più strategici e dal grande valore sociale soprattutto per le nuove generazioni. Ci aspettiamo un dietrofront da parte dell’amministrazione comunale.  Ci appelliamo a tutte le persone libere affinché possano unirsi a noi nella denuncia di tali scelte che appaiono inaccettabili e che non fanno altro che limitare lo scambio e la circolazione delle libere idee”