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Comitato Priorità alla scuola incontra Acquaroli, il 7 gennaio nuova manifestazione per riaprire l’11

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Il presidente della regione Marche ha deciso di prorogare la didattica a distanza per le scuole superiori e il Comitato Priorità alla Scuola dimostra il totale disaccordo, con una nota a seguito della manifestazione che si è tenuta martedì 5 gennaio davanti Palazzo Raffaello.

Di seguito la nota del PaS.

”Il Comitato regionale marchigiano del coordinamento nazionale Priorità alla Scuola (da ora PaS) ha incontrato a Palazzo Raffaello il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli per chiedere che le Scuole Superiori del territorio siano riaperte l’11 Gennaio, come stabilito dal Governo italiano.
PaS ha chiesto al Presidente Acquaroli di non firmare la delibera della sua Giunta Regionale, con cui ha fissato la chiusura degli Istituti Superiori marchigiani fino al 31 Gennaio.
Il presidente Acquaroli ha ascoltato le ragioni della delegazione di PaS, accolta dopo il presidio organizzato dal comitato regionale in mattinata davanti alla Regione.
Mentre fuori al freddo docenti genitori e studenti appartenenti al comitato aspettavano l’esito dell’incontro, in una sala interna della sede regionale sono intervenuti la fondatrice del comitato regionale Silvia Mariotti in rappresentanza di PaS, il docente Valerio Cuccaroni in rappresentanza degli insegnanti che fanno parte del comitato regionale, la rappresentante dei genitori nel Consiglio d’Istituto del Liceo scientifico Galilei di Ancona Stefania Agostinelli in rappresentanza dei genitori del comitato regionale, il rappresentante della Consulta provinciale degli studenti Carlo Sdogati, maturando del liceo classico Rinaldini di Ancona, in rappresentanza degli studenti del comitato regionale e l’ex Dirigente Scolastico Lidia Mangani, anche lei attivista del comitato marchigiano di Priorità alla Scuola.
Secondo PaS Marche il rientro a scuola in presenza, nel giorno previsto dal DPCM di dicembre, e già procrastinato dal Governo italiano all’11 Gennaio, è necessario e improcrastinabile perché la didattica a distanza comporta problemi di salute in tutto e per tutto analoghi a quelli dei videoterminalisti che stanno oltre 20 ore alla settimana davanti al computer, nonché problemi psicologici che hanno provocano l’intervento di psicologi e addirittura psichiatri per risolvere casi di stress e ansia di diversi studenti, infine perché il diritto alla salute, all’istruzione e al lavoro non devono essere contrapposti, ma deve essere il decisore politico a trovare il giusto equilibrio.

Il presidente Acquaroli ha risposto che sono tutte motivazioni valide ma per il principio di precauzione ha deciso di tenere le scuole superiori chiuse fino al 31 Gennaio per non sovraccaricare le terapie intensive, ammettendo tuttavia di non avere alcun dato né studio che confermerebbero una correlazione diretta tra rientro a scuola e picco dei contagi.
Gli studenti recupereranno i giorni di scuola a Giugno, ha dichiarato il Presidente, ma i morti non si recuperano, confermando la volontà di tenere chiuse le Scuole Superiori.
Quando gli si è fatto presente che è stato aperto il Covid Hospital appositamente per reggere la seconda ondata e che altri posti di terapia intensiva si sarebbero dovuti trovare, il Presidente Acquaroli ha ammesso che avrebbe dovuto reperire 100 posti di terapia intensiva in più ma che non c’è ancora riuscito e che non ci riuscirà neanche in tempo per il 31 Gennaio.
Infine, è stato fatto presente dal nostro Comitato che la Scuola – come dimostrato in questi mesi – è un presidio importante per il tracciamento e monitoraggio dei casi, e che il problema semmai è sorto a causa di un sistema sanitario in affanno che non ha tempestivamente colto le segnalazioni delle Scuole.

Preso atto della decisione, il comitato regionale di Priorità alla Scuola, in accordo con il coordinamento nazionale, manifesterà a partire dal 7 Gennaio per chiedere il rientro a scuola in presenza l’11 Gennaio. 

A breve saranno comunicate le forme prescelte per rappresentare al meglio le istanze del movimento e rispettare il diritto all’istruzione degli studenti.”

Foto del PaS