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Marche, 18 milioni di euro destinati alle 3 aree di crisi complessa

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Iniziativa sindacale della Cisl di Napoli nella giornata mondiale per la sicurezza sul lavoro con l'esposizione su un marciapiede di 27 caschi gialli, lo stesso numero di morti sul lavoro registato nella provincia partenopea nel 2017, 27 aprile 2018. ANSA / CIRO FUSCO

L’assessore regionale Guido Castelli, d’intesa con l’assessore Aguzzi, ha partecipato sabato 16 gennaio ad Ascoli al Tavolo del lavoro formatosi nel quadro dell’accordo di programma Valle del Tronto Val Vibrata Piceno con la partecipazione dei rappresentanti delle organizzazioni sindacali, datoriali e di categoria per il monitoraggio della situazione occupazionale dell’Area di Crisi Complessa della vallata del Tronto.

È stata l’occasione per effettuare un aggiornamento accurato di tutte le situazioni che negli ultimi mesi hanno interessato l’Area di Crisi complessa del Piceno. L’assessore Castelli ha dato una serie di comunicazioni importanti.

“Anche la Regione Abruzzo – ha sottolineato l’Assessore – su nostra sollecitazione ha aderito alla richiesta di proroga di tre anni dell’accordo dell’Area di Crisi complessa, scaduto a luglio; la proroga sarà funzionale a mantenere in esercizio uno strumento utile a convogliare risorse economiche dedicate alla rivitalizzazione dell’economia picena. Risorse derivanti sia delle economie del programma sinora non spese (circa 10 mln euro) che da nuovi stanziamenti della Regione. Nell’ultimo bilancio ben 18 milioni di euro sono stati infatti destinati alle 3 aree di crisi complessa delle Marche (Ascoli, distretto Fermo-Macerata e Fabriano ex Merloni) e precisamente 3 Mln per nuovi bandi per stimolare gli investimenti e ulteriori 15 Mln di derivazione FSE che potranno essere utilizzati per delle misure che sono attualmente allo studio e finalizzate a sostenere l’occupazione. Si sta studiando in particolare una forma di contributo diretta a premiare le aziende per il periodo successivo alla cessazione del divieto di licenziamento”.

“Infine – ha concluso Castelli – abbiamo affrontato il discorso dei 275 lavoratori che hanno usufruito della mobilità in deroga. La Regione ha lavorato alacremente per procurare una continuità di questa indennità dopo che una incredibile “svista” aveva determinato il mancato rifinanziamento dell’ammortizzatore. Una norma della legge di bilancio introdotta grazie all’emendamento dell’on. Enrica Segneri, con la quale mi sono rapportato frequentemente, ha stanziato 10 mln per la finalità in questione. Al Piceno necessitano per la proroga del 2020 circa 4,4 Mln e la regione ha chiesto al Ministero la necessaria copertura per il riconoscimento dei diritti di questi 275 lavoratori.”

Una ricca e articolata discussione ha caratterizzato i lavori del tavolo a dimostrazione della validità di uno strumento partecipativo che, dopo la positiva sperimentazione ascolana, sarà esteso anche alle altre due aree di crisi del fermano maceratese e del Fabrianese.