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San Benedetto capofila di un progetto per promuovere la pesca sostenibile in Ecuador. Finanziamento statale di 1,4 milioni, partnership con Università e Comuni dei due Paesi

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SAN BENEDETTO – Il Comune di San Benedetto del Tronto ha visto approvato e finanziato un proprio progetto che aveva presentato in risposta ad un bando di finanziamento dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo: finanziato con 1.400.000 euro, si chiama “Innovazione e sostenibilità nel settore della pesca artigianale in Manabì (I.So.S.P.A.M.)” e si pone l’obiettivo generale di contribuire alla riduzione degli effetti del cambiamento climatico e alla promozione dell’occupazione di donne e giovani nel settore della pesca nella Provincia di Manabì, Ecuador.
Il comune ha costituito a tale scopo un partenariato composto da Terre di Siena Lab srl – società in house partecipata dei Comuni e della Provincia di Siena, l’Organizzazione non Governativa COSPE, l’Università di Ferrara, la Cooperativa Blu Marine Service, l’Università Politecnica Salesiana dell’Ecuador, la Pontificia Università cattolica dell’Ecuador, la Prefettura ecuadorena di Manabì e il Comune ecuadoreno di Pedernales.
“La parte italiana fornirà supporto organizzativo e scientifico – dice l’assessore alle politiche del mare Filippo Olivieri – il nostro compito sarà quello di trasmettere ad istituzioni e operatori di quel Paese il risultato delle buone prassi che abbiamo condotto in questi anni con la nostra marineria d’intesa con le istituzioni locali. Coinvolgeremo anche imprese del nostro territorio le quali avranno un ruolo decisivo per il successo del progetto collaborando strettamente con gli omologhi di quella realtà”.
Nel dettaglio, il progetto intende promuovere l’adattamento al contesto dell’Ecuador delle esperienze di successo realizzate dal Comune di San Benedetto e dei partner italiani sulle politiche territoriali e settoriali e sui modelli di gestione integrata del settore della pesca sostenibile.
In primo luogo si implementerà un modello di governance, partecipato, innovativo e integrato, nella filiera della pesca artigianale nelle comunità peschiere ecuadoriane situate nell’Estuario del fiume Cojimies, in quelle di Canoa e della Chorrera.
Parallelamente, con la partecipazione delle Università Italiane ed Ecuadoriane coinvolte, si prevede di elaborare e mettere in pratica piani per la riduzione dell’impatto ambientale della filiera ittica e dell’acquacoltura nei territori di intervento, introducendo innovazione tecnologica e stimolando l’aggregazione di competenze scientifiche e di impresa per la creazione di un sistema di riferimento per il settore peschiero.
“Il progetto partirà a giugno e durerà tre anni – aggiunge il consigliere comunale delegato al settore Mario Ballatore – Vorrei evidenziare che la presentazione del progetto è stata sollecitata fortemente dai partner ecuadoreni e costruita sulle loro specifiche esigenze”.
Le amministrazioni locali saranno dotate degli strumenti e dati necessari affinché possano realizzare politiche attive del lavoro, ambientali e sociali che tengano conto dei risultati tecnico-scientifici del progetto. Particolare attenzione sarà prestata all’offerta formativa dei pescatori e dei loro familiari per la creazione di filiere in grado di sviluppare competitività e attività di diversificazione del reddito.
Com’era richiesto espressamente al bando, verrà incoraggiata la partecipazione femminile e quella giovanile sia nell’attività formativa sia per l’inserimento lavorativo nei campi della sicurezza alimentare e della qualità e sostenibilità ambientale ed economica dei processi produttivi.