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Sara’ una Pasqua in rosso?

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Il ministro della Salute Roberto Speranza alla Camera durante informativa urgente sull'evoluzione della situazione relativa all'emergenza Coronavirus, Roma 26 Febbraio 2020. ANSA/GIUSEPPE LAMI

Le nuove misure per il contrasto al contagio da Covid saranno decise e con anticipo, rispetto alla loro entrata in vigore. Lo spiegano fonti di governo. Sarebbe assai difficile, quindi, che eventuali decisioni adottate in Consiglio dei ministri venerdì 12 marzo possano essere applicate già dal prossimo fine settimana.

Un’ipotesi sul tavolo è che le misure non vengano più adottate attraverso un dpcm ma con un provvedimento di legge, che potrebbe essere un decreto legge o anche, questa l’opzione al vaglio, un disegno di legge da approvare con corsia preferenziale e tempi brevissimi in Parlamento, per garantire un pieno coinvolgimento delle Camere.
La principale novità dovrebbe essere il parametro per l’ingresso automatico in zona rossa delle regioni che superano i 250 contagi ogni 100mila abitanti: dovrebbe arrivare anche la proroga del divieto di spostamento tra regioni, ad oggi in vigore fino al 27 marzo.
Nel merito delle misure oggi potrebbe essere convocata una nuova cabina di regia del premier Mario Draghi con i ministri e gli esperti, dopo il confronto con le Regioni e prima del Cdm di domani, venerdì 12 marzo. La consapevolezza e’ i dati del contagio sono preoccupanti e in peggioramento. Per frenare la curva il governo starebbe vagliando le opzioni indicate dal Comitato tecnico scientifico, a partire da un inasprimento delle misure nei weekend e in particolare nel fine settimana di Pasqua, ma saranno valutate alla luce dei dati aggiornati e nella consapevolezza della diversità di vedute che separa i partiti della maggioranza.

Tra i ministri c’è chi, a partire da Roberto Speranza, spinge per rafforzare le chiusure da subito in tutto il territorio nazionale, non solo nei fine settimana.

Al contrario, c’è chi non vorrebbe penalizzare ancora ristoranti e negozi, neanche nei weekend. Pd, M5s e Leu si collocano su una linea rigorista, Fi, Lega e Iv frenano su nuove misure nazionali generalizzate. Dunque la scelta e’ quella di un supplemento di riflessione.