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Castel di Lama, La giovanissima Martina Di Vardo nominata ‘Alfiere della Repubblica’ dal Presidente Mattarella

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Martina Di Vardo nuovo 'Alfiere della Repubblica Italiana'

Grandissima gioia per Martina Di Vardo, giovanissima diciassettenne di Castel Di Lama che è stata insignita dal Presidente Sergio Mattarella con l’onorificenza di ‘Alfiere della Repubblica’.

L’annuncio è stato dato via social dalla zia, la fotografa di fama internazionale Cinzia Camela che con un post ha scritto: “Con immenso orgoglio e commozione vi rendo partecipi di un’onorificenza conferita dal Capo dello Stato a mia nipote Martina Di Vardo, 17 anni, diventata Alfiere della Repubblica Italiana per l’impegno e il senso di solidarietà con cui ha preparato spettacoli che avevano come protagonisti bambini in difficoltà. Per le qualità e la sensibilità espresse nelle sue poesie. A Martina – ha concluso la Camela – e ai genitori Gennaro Di Vardo e mia cugina Maria Angela Alessandrini vanno tutti i miei complimenti”.

Nonostante le difficoltà dovute a una brutta malattia, Martina Di Vardo ha infatti regalato speranza a chi non ne aveva, allestendo spettacoli che hanno visto come protagonisti bambini disabili e scrivendo poesie sui temi più duri del nostro presente: il terremoto e l’immigrazione. Senza perdersi d’animo, “ha continuato a studiare con una determinazione ammirevole – si legge nella motivazione del riconoscimento – e a manifestare una forte e sincera solidarietà verso il prossimo. A scuola ha ottenuto ottime valutazioni ed è stata, per due anni consecutivi, tra le vincitrici del concorso di poesia indetto dalla corale polifonica di Ascoli Piceno”. Le sue due composizioni hanno riguardato, la prima il tema dell’immigrazione e la seconda i sentimenti scaturiti dopo il terremoto che ha colpito l’Italia centrale.

Tra i primi a congratularsi con lei c’è stato il sindaco di Castel Di Lama, Mauro Bochicchio: “Fa davvero piacere vedere una ragazza così giovane che si impegna in attività sociali di questo tipo – ha commentato – sono progetti che danno lustro alla persona, ma anche alla città. Non è da tutti, in età tanto precoce, raggiungere un obiettivo così importante e arrivarci lavorando nell’ombra. Al termine della pandemia avrò piacere di incontrarla e di offrirle il riconoscimento che merita”.