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Arquata Potest e Comunanza agraria di Pretare insieme per riqualificare l’area della Fornace

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Un vero gioco di squadra quello tra l’Associazione Arquata Potest e la Comunanza agraria di Pretare. Un esempio di tenacia, desiderio di riqualificare e recuperare i simboli della storia del proprio territorio, collaborazione per migliorare e salvaguardare.

Nella giornata di domenica 23 maggio, su due fronti l’area adiacente la Fornace di Pretare, colpita dal sisma 2016, ha contato sull’entusiasmo da una parte di Carlo Ambrosi, Paolo Izzi e Salvatore Ambrosi di Arquata Potest che hanno installato tre chaise-longue in legno e dall’altra di Gabriella Firmani, Lorenzo Marini, Davide Michelin e Carlo Trenta che hanno eliminato rovi e erba, e riqualificato le aiuole rendendole ordinate e ben custodite.

Le chaise-longue, comode sdraio in legno, “sono state disegnate e realizzate – spiegano i volontari di Arquata Potest – appositamente per noi dalla MACAGI Playground Equipment and Street Furniture grazie al contributo di Luigi Contisciani del Bim Tronto – Bacino Imbrifero Montano del Tronto e Mete Picene”.

“Abbiamo deciso di sfruttare al meglio le caratteristiche della radura, – continuano – al riparo dall’inquinamento luminoso, per trasformarla in “Dark Sky Place”. Per permettervi di osservare la volta celeste da un luogo magico, facilmente raggiungibile in auto così come a piedi, attraversato sia dal GADA che dal Cammino nelle Terre Mutate.”

“Ci siamo quasi commossi nel trovarci inaspettatamente davanti la comunità di Pretare – Paese delle Fate all’opera nel rendere il proprio simbolo ancora più bello.” – concludono i ragazzi di Arquata Potest.

Perchè poi è tutto dall’emozione, dall’entusiasmo, dalla perseveranza, che nascono in maniera spontanea i progetti più belli. Sia Arquata Potest che ha già ampiamente dimostrato con il GADA quanto la forza di volontà superi la lentezza burocratica, e sia la Comunanza agraria di Pretare, guidata dal presidente Antonello Marini, che ha manifestato rispetto e devozione per la Fornace e l’area che la circonda, prendendosi cura di quello che gli avi hanno saputo custodire per millenni.

Una nota a margine per evidenziare come le donne arquatane, nel caso di Arquata Potest e anche in quello della Comunanza agraria di Pretare con Gabriella Firmani

sanno maneggiare una “marraccia” e al tempo stesso curare con la giusta sensibilità il proprio paese.