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Pescara del Tronto, Patrizia Marano:” Una parte va delocalizzata a Piedilama, a 5 anni dal sisma la teoria diventa pratica”

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Nella foto: Pescara del Tronto paese fantasma Photo LaPresse

Si è svolto lunedi 31 maggio ,in modalità telematica, il secondo incontro per i piani attuativi di Pescara del Tronto con la scelta dei siti dove ricostruire il Borgo, all’Incontro erano presenti i Tecnici del Gruppo Mate/Boeri , il Comune di Arquata del Tronto e le associazioni degli abitanti.

Al termine dell’acceso dibattito Patrizia Marano, Presidente dell’Associazione dei familiari delle vittime del sisma del 24 agosto 2016 “Iostoconpescaradeltronto“ ha dichiarato:
“Ho sempre pensato in questi anni difficili che la ricostruzione di Pescara del Tronto avrebbe dovuto rappresentare un momento di rinascita sociale , la rivincita della vita sul terremoto devastante che abbiamo subito, un momento di unità, di condivisione.

Oggi più che mai, penso ancora che questa sia la strada da percorrere, che questa debba essere la nostra stella polare , superando le sterili polemiche e le divisioni ad ogni costo, nell’odierna conferenza ci sono stati indicati i due siti che i professionisti incaricati hanno scelto per ricostruire Pescara del Tronto, le valutazioni hanno seguito ,oltre la logica valutazione tecnica , anche le preferenze dei cittadini , giungendo quindi a riposizionare in sito sulla provinciale una parte del paese ed a delocalizzare a Piedilama gli edifici rimanenti i cui proprietari hanno espresso la volontà di ricostruire a Piedilama.

E’ noto che gli iscritti all’Associazione che rappresento hanno da sempre espresso la volontà di delocalizzare le proprie abitazioni a Piedilama, finalmente a 5 anni dal sisma la teoria diventa pratica , ora la palla passa al Consiglio Comunale di Arquata per approvare la delibera che rende operative le due scelte del Gruppo Mate / Boeri.

Non si può aspettare ancora, il tempo ha un valore e bloccare tutto per incomprensioni politiche potrebbe far cadere nell’oblio l’ intera ricostruzione, spero che non accada.
Inoltre vorrei chiarire alcuni concetti che seppur ribaditi spesso non hanno cittadinanza nell’idea generale di ricostruzione, quando si sostiene che l’unitarietà dell’intervento edilizio serve a ricucire il tessuto sociale di una comunità si fa solo un esercizio di retorica perché tutti sapete che le radici di borgo esistono solo nei rapporti umani esistenti tra gli abitanti e non nei volumi degli edifici posizioni nello stesso sito.

Nell’Associazione rappresentiamo i familiari delle Vittime del sisma , donne ed uomini provati da un dolore indicibile che il tempo purtroppo non può cancellare, le nostre vite il 24 agosto 2016 sono state stravolte ed abbiamo dovuto ripensare e ricostruire il presente giorno per giorno, tornare a Pescara ci riporterebbe ogni volta indietro alla notte del terremoto, questo è il motivo per cui vogliamo essere delocalizzati a Piedilama , non credo sia difficile da comprendere, la nostra richiesta di ricominciare altrove non può considerarsi un privilegio, ma una necessità a cui segue il riconoscimento di un diritto.
Infine voglio ringraziare il Sindaco Michele Franchi per l’incessante lavoro svolto, il consigliere comunale di Piedilama per l’affetto dimostrato e tutto il consiglio comunale, i professionisti del gruppo Mate /Boeri per la passione che ci trasmettono facendoci sentire parte di un progetto comune, spero che il fattore tempo sia considerato nella giusta misura, aspettare ancora per iniziare la ricostruzione segnerebbe il fallimento di uno Stato troppo spesso assente.