Home Cronaca Ascoli Piceno e Provincia Rapporto Ricostruzione Centro Italia, 5500 cantieri aperti. Legnini: “Importante mantenere il ritmo”

Rapporto Ricostruzione Centro Italia, 5500 cantieri aperti. Legnini: “Importante mantenere il ritmo”

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Presentato in conferenza stampa oggi a Rieti il Rapporto sulla Ricostruzione nel Centro Italia nell’ultimo anno e mezzo.Il portavoce del Commissario alla Ricostruzione Giovanni Legnini, Mario Sensini, ha evidenziato come sono tanti gli obiettivi raggiunti ma nel Rapporto “ci sono ancora problemi aperti, un grande lavoro che resta ancora da compiere”.

“Domani è il giorno della memoria, a cinque anni dal sisma – ha dichiarato il Commissario Legnini – la commozione dell’intero paese, un pensiero ai familiari delle vittime, sofferenze che hanno vissuto negli anni le persone colpite dal sisma. Ci sono segnali costruttivi, la migliore risposta è ricostruire in sicurezza.”

“Bisogna recuperare la fiducia, attraverso la semplificazione abbiamo procedure efficaci. Abbiamo risorse finanziarie che coprono la spesa delle seconde case e dell’aggiunta del Superbonus. E’ una squadra coesa, forte e competente, quella che passa dagli Uffici delle Ricostruzione, Soprintendenza, Diocesi, cittadini e comitati, imprese e i Subcommissari.”

Legnini fornisce poi i dati analitici del Rapporto. “Sono 20.700 circa il numero delle domande presentate, con un 60% di incremento nell’ultimo anno e mezzo vale a dire 1/3 dei progetti. I decreti emanati con autorizzazione e finanziamento accordato sono 10.263.

I cantieri aperti nel Cratere sono 5500, gli interventi conclusi 5000, 12000 unità abitative riconsegnate, 13000 in costruzione, 3300 i cantieri avviati quest’anno con 25 cantieri autorizzati e finanziati ogni giorno. Numerosi gli interventi pubblici con 900 chiese, quella pubblica è una ricostruzione più lenta ma da poco potrà avvalersi degli strumenti in deroga.”

“Ad esempio, nel caso di Amatrice abbiamo 200 cantieri aperti, per un valore di 126.000.000 euro. E’ una fase avanzata, avviate le opere pubbliche come Ospedale, Istituto Alberghiero, e la predisposizione per un tunnel di sotto servizi molto innovativo.”

Amatrice e Accumoli in provincia di Rieti, Arquata del Tronto in quella di Ascoli, sono i comuni che hanno sofferto le vittime, 299, e i maggiori danni in conseguenza della scossa del 24 agosto 2016,di magnitudo 6.0, con la distruzione dei centri storici dei capoluoghi e di moltissime frazioni.
La ricostruzione dei tre Comuni è stata avviata solo nel corso dell’ultimo anno, a conclusione di percorsi estremamente complessi. Prima la perimetrazione delle aree, dove in virtù dei danni è apparsa subito chiara la necessità di una programmazione urbanistica della ricostruzione, poi l’avvio dei Piani attuativi, che vi provvedono, ma che sono strumenti molto dettagliati, ed hanno percorsi lunghi di redazione, approvazione ed attuazione. C’è stata, inoltre, la necessità di fare studi approfonditi sulla natura del terreno, soprattutto ad Arquata, nella frazione di Pescara del Tronto, prima di immaginare ogni possibilità di re insediamento.
Tutti e tre i Comuni hanno scelto nell’immediato la strada dei Piani Attuativi, anche se a luglio del2020, quando sono stati introdotti con Ordinanza i Programmi Straordinari di Ricostruzione, strumenti più snelli e flessibili, ma comunque efficaci per dettare le regole generali, nessuno di loro aveva concretamente avviato le procedure. I PSR, dunque, sono stati adottati dalle tre amministrazioni come strumenti per anticipare, laddove possibile, i contenuti dei Piani, e per individuare le opere prioritarie ed essenziali per la ricostruzione privata, grazie alla possibilità di ricorrere per la loro attuazione alle Ordinanze Speciali in deroga che sono state puntualmente adottate.
Allo stato attuale la ricostruzione procede, in questi tre Comuni, in modo differenziato.Quello di Amatrice ha subito i maggiori danni al patrimonio edilizio privato e pubblico, con 848edifici con danno lieve e 3.485 con danno grave censiti dalle schede Aedes e Fast dopo il sisma, edun livello di distruzione che in alcune frazioni è stato rilevato al XI grado della scala Mercalli,catastrofico.
Al 30 giugno scorso erano state presentate all’USR Lazio 718 richieste di contributo di ricostruzione, 286 per i danni lievi e 432 per quelli gravi (34% e 12% del totale dei danni lievi e gravi censiti). Di queste richieste 301 sono state approvate con la concessione del contributo, e115 edifici, con al loro interno alcune centinaia di unità residenziali, sono già stati completati e consegnati. Amatrice si pone così al quarto posto assoluto nella graduatoria dei comuni del cratere per importo dei contributi concessi con 126 milioni di euro (208 quelli richiesti con le domande presentate ed in istruttoria), dopo Tolentino, Norcia e Ascoli Piceno.
Ad Accumoli si registra la situazione più complessa, con pochissime domande di contributo presentate ed accolte. Sono 38 sui 234 censiti per i danni lievi e 75 sui 1.371 registrati come danni gravi dopo il sisma, con percentuali pari al 16 e al 5%. I contributi concessi ammontano a 22 milioni di euro, i cantieri già portati a termine sono appena 16. Anche ad Accumoli si sta procedendo con iPiani attuativi e la redazione del Programma Straordinario di Ricostruzione.

Ad Arquata del Tronto è in corso l’iter di approvazione dei Piani Attuativi, e dopo la consultazione della popolazione l’amministrazione comunale ha definito le possibilità di delocalizzazione di una parte delle abitazioni della frazione di Pescara del Tronto, interamente distrutta. Nel comune di Arquata si sono registrati 294 edifici inagibili con danni lievi, per 60 dei quali è stata presentata la richiesta di contributo (20%), e 1.776 edifici con danni gravi, per i quali sono state presentate 122
domande (7%). Le richieste approvate sono 134 con la concessione di 62,4 milioni di euro di contributi, che pongono Arquata all’ottavo posto della graduatoria. I cantieri conclusi sono 48.

“Il rapporto con i cittadini è più fluido e efficace. Sono 2274 i ticket presentati attraverso gli Uffici Sisma, abbiamo risposto alla maggior parte. Dal Governo ci sono state importanti risorse ma stanno finendo, quindi confidiamo vengano riconfermate. ”

“Tra le preoccupazioni per il ritmo della ricostruzione c’è quello per la capacità organizzativa che sta risultando scarsa. Abbiamo cercato di ovviare ai prezzi dei materiali, i tecnici che non ce la fanno, le imprese che non possono colmare il lavoro dell’intero cratere. Bisogna quindi aumentare la capacità realizzativa. I professionisti iscritti sono 23000, soltanto 7000 hanno ricevuto l’incarico, 2659 le imprese che lavorano. Occorre ampliare la platea, ovvero più imprese e professionisti.

“Mi viene chiesto sempre da tutti: Quanto tempo per la ricostruzione? Se manteniamo il ritmo, la ricostruzione in maniera massiccia si vedrà già nei prossimi anni. L’appello alle imprese è quello di venire a lavorare nel Centro Italia, vi potete fidare della Governance.”

Prossimamente verranno incrociati i dati dei dententori del Cas per capire le motivazioni per le quali non viene presentato il progetto, comune per comune insieme alla Protezione Civile. Per quanto riguarda il rischio di infiltrazione mafiosa nei cantieri, è già predisposta la White List, il controllo delle Forze dell’Ordine, della Magistratura. In aggiunta, abbiamo il Procuratore Cardella e la sua squadra che lavora per controllare ulteriormente i cantieri. Verrà registrata ogni entrata nel cantiere con un badge. Dati che verranno trasferiti in una piattaforma predisposta e saranno di seguito esaminati.

La ricostruzione come ricorda Legnini deve andare di pari passo con “lo sviluppo e l’incentivo alle imprese industriali, culturali e turistiche e la possibilità di una connessione veloce per rendere i borghi più attrattivi”.

Tra gli interventi anche quello dell’assessore regionale Guido Castelli che ribadisce l'”importanza di mantenere il ritmo, inoltre pongo due questioni, quella del riconoscimento dell’Iva per il mondo agricolo e turistico, dettaglio da risolvere per il quale con Legnini ci stiamo battendo. L’altro è quello di completare la stabilizzazione del personale sisma, che spetta al Governo ma che non manchiamo di ribadire.”