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In Art, gran finale con la poesia di Bartolo Cattafi e la musica di Raffaello Simeoni

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SAN BENEDETTO  – Si è chiuso il sipario sulla rassegna letteraria e musicale In Art, organizzata dall’associazione culturale Rinascenza con la direzione artistica di Annalisa Frontalini.

Il terzo e ultimo appuntamento, intitolato “Terra e mare d’ eccessi” e dedicato alla poesia del poeta siciliano Bartolo Cattafi, è andato in scena con grande successo al Cineteatro Concordia di San Benedetto del Tronto e ha goduto del patrocinio e il sostegno del Comune di San Benedetto del Tronto, delConsiglio Regionale-Assemblea legislativa delle Marche e dello Studio Latini di Alba Adriatica, come sponsor ufficiale

Ospiti il saggista, traduttore e critico letterario Diego Bertelli, che nel dialogo con Elvira Apone ha parlato della poesia e della poetica di Cattafi attraverso il libro da lui curato “Bartolo Cattafi. Tutte le poesie” (Edizioni Le Lettere), e il compositore, cantante e polistrumentista Raffaello Simeoni che, in duo con Marcello De Carolis alla chitarra battente, ha accompagnato il pubblico attraverso i suoi “Cunti e canti”, un percorso musicale di forte impatto emotivo fatto di melodie, canti e ballate dell’antica tradizione popolare, rivisitate dalla sua voce calda e vigorosa e reinterpretate attraverso le note di diversi strumenti musicali, dall’organetto al liuto, dalla cornamusa alla chitarra. 

Figura dimenticata o comunque poco conosciuta, poco incline ai compromessi, schivo, anticonformista e disinteressato alle ideologie politiche, Bartolo Cattafi è stato rivalutato in particolare a partire dal nuovo millennio, anche grazie a nuove pubblicazioni delle sue poesie, prima di arrivare al volume presentato a In Art, che raccoglie l’intera opera del poeta siciliano, compresi gli scritti dispersi e inediti, frutto del lungo e laborioso lavoro di Bertelli, che, come lui stesso ha raccontato, si è avvicinato alla storia umana e letteraria di Cattafi anche attraverso i suoi eredi.

Sono stati numerosi, i temi affrontati nel corso della serata, supportati dalla lettura di diverse poesie di Cattafi, che hanno anche messo in evidenza il suo stile limpido ed essenziale, la sua parola asciutta e priva di ridondanza, che rimanda spesso a immagini concrete e vivide, ma che a volte riesce a trascendere il reale. “In Cattafi si sente un’impellente necessità della scrittura. Cattafi scrive per il bisogno di scrivere senza nessuna teoresi alle spalle, per il solo bisogno di constatare la propria presenza. La scrittura e la vita stessa sono per Cattafi un atto di presenza e la sua è, quindi, una continua decifrazione del mondo attraverso l’esperienza, che per lui corrisponde soprattutto al viaggio, uno dei grandi temi della sua poesia, insieme a quello religioso, una sfida continua all’invisibile “– ha spiegato Bertelli. 

L’originalità è riuscire a dire con la propria voce qualcosa che viene detto da tutti. Cattafi ha sicuramente la propria voce nel dire la vita, la morte e l’amore, i tre grandi temi della letteratura – ha continuato Bertelli, sottolineando proprio quanto Cattafi sia riuscito ad assimilare e a fare propri gli influssi di tanti autori, soprattutto americani, e primo tra tutti Hemingway.

Parlando poi della sua terra d’origine, la Sicilia, cui Cattafi è rimasto legato per tutta la vita, Bertelli ha affermato: “Il suo primo contatto è proprio quello con la sua terra. La Sicilia esercita nella sua vita un ruolo incontrollato, è proprio terra e mare d’eccessi”. 

Come in un viaggio di cui non si conosce la meta, il pubblico di In Art, visibilmente partecipe, interessato ed emozionato, è stato trasportato lungo i sentieri della poesia e della musica che, in un crescendo emozionale, hanno accarezzato le corde dell’anima, creando un’atmosfera magica e incantata. In perfetta armonia e simbiosi con i versi di Cattafi e con le parole di Bertelli, Raffaello Simeoni, accompagnato da un bravissimo Marcello De Carolis alla chitarra battente, ha cantato la vita e la morte, l’amore per gli altri e per le proprie radici, la fede e il viaggio. “Il viaggio per me è amore, è entrare in contatto con gli altri – ha dichiarato Simeoni, e sulle proprie radici sabine ha affermato: “Le mie radici hanno contato molto. Sono partito dal rock, ma sono tornato alle mie origini attraverso la musica e portando la mia musica nel mondo”.

Partendo da “Kirieleisong”, splendido inno all’amore, Simeoni ha regalato al pubblico alcune tra le sue più suggestive canzoni, come “Chainu chianu”, meravigliosa dedica alla Madre di Dio,“Amans amantis”, che narra l’amore per la vita e per la morte, per poi fare un omaggio alla Sicilia di Cattafi attraverso un bellissimo “cunto” siciliano e terminare con l’emozionante “Sonnu sonnittu”; un repertorio che affonda nelle nostre radici più profonde e che, attraverso la musica di un autentico menestrello della canzone d’autore, ce le restituisce in tutta la potenza della loro vitalità.

Foto di Alessandra Mandozzi