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Oltre duemila persone sono intervenute per la conferenza territoriale per le Cure Domiciliari Precoci ieri sera a Pescara

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“Perché chiamare ciarlatani dei medici che, in scienza e coscienza hanno curato migliaia di persone? Perché affermare che le cure domiciliari siano pericolose e prive di validazione scientifica, quando lo schema terapeutico redatto dal Comitato Cura Domiciliare Covid-19 si basa su letteratura scientifica?” Sono le domande a cui ha chiesto risposta il presidente del Comitato Cura Domiciliare Covid-19 Eric Grimaldi, dalla piazza di Pescara, ieri sera, dove oltre duemila persone sono intervenute per la conferenza territoriale per le Cure Domiciliari Precoci.

Grimaldi ha ribadito che “il lavoro del gruppo sia stato applicare la medicina in scienza e coscienza, sulla basa di una assistenza continua del malato Covid, spirito di volontariato, vicinanza e ascolto”.

Oltre alla testimonianza di alcuni dei medici del comitato, tra cui il dottor Garofoli, e pazienti supportati in telemedicina e a domicilio, Grimaldi ha affrontato il tema “del costante tentativo di sigle sindacali di diffamare il lavoro dei medici del gruppo, per il quale ha annunciato battaglie in tribunale”.

In particolare riferendosi “al caso della Regione Sardegna, a seguito della decisione dell’assessorato alla Sanità di inviare il protocollo per le cure domiciliari del nostro comitato ai medici di medicina generale”.

Infine, il presidente ha chiesto a gran voce alla stampa “di svolgere il proprio lavoro con trasparenza ed etica, smettendo di etichettare il Comitato Cura Domiciliare come un gruppo no vax, definizione assolutamente falsa”, ha detto.

“Sono davvero rimasto scioccato dalle definizioni poco lusinghiere, addirittura ciarlatani, che ci hanno riservato i giornali, – ha detto il dottor Garofoli in piazza, – sono laureato dal 1992 e mai in medicina mi sarei aspettato di vivere una situazione come questa, dove si accusano e si dileggiano medici che hanno curato migliaia di persone, che hanno svolto il proprio dovere con abnegazione e coraggio”.

Il presidente Erich Grimaldi