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Da Berlino ad Arquata, Luisa Angelucci nella lista di Franchi

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Dopo nove anni trascorsi a Berlino dove ha consolidato la sua professione artistica, Luisa Angelucci ha deciso di tornare ad Arquata da un anno e mezzo e di candidarsi nella lista “Uniti per Arquata” per le prossime elezioni comunali.

Trentanovenne, artista, mamma, Luisa Angelucci ha scelto di portare la sua esperienza di vita e di lavoro al servizio del futuro di Arquata.
La redazione di Ascoli Cityrumors l’ha incontrata per conoscere i progetti che intende proporre per il territorio.

Luisa Angelucci, lei è una delle due donne candidate nella lista “Uniti per Arquata” guidata da Michele Franchi, perché ha deciso di candidarsi?
“Ho deciso di candidarmi perché voglio contribuire attivamente alla rinascita di Arquata. Quando mi è stata proposta la candidatura, è stata una grande emozione, susseguita dalla consapevolezza che è un compito che richiede responsabilità, sopratutto in un contesto come quello arquatano. E’ come avere tra le mani un diamante grezzo.”

Ci parli di lei, delle sue esperienze professionali. Ha esperienze politiche pregresse?
“È la mia prima esperienza politica, ho sempre lavorato nel campo dell’arte, sia come “protagonista” che come organizzatrice .
Proporre idee e progetti facendoli passare per canali differenti è una cosa nuova per me. Spero che la mia esperienza e la mia creatività possano essere fonte di ispirazione per realizzare opere concrete che ridonino identità e bellezza ad Arquata.”

Candidarsi ad Arquata, nel pieno del post sisma, della ricostruzione, di una vera e propria rinascita di un territorio, richiede coraggio. Quali sono le priorità, i temi che le stanno più a cuore, che intende salvaguardare in favore della collettività arquatana? Come immagina Arquata nel futuro prossimo e in quello degli anni a venire?
“Le cose di cui si ha paura richiedono coraggio, Arquata richiede impegno, costanza, dedizione e tanta fiducia.

I temi ai quali sono più legata sono quelli culturali e sociali, sia per quanto riguarda le persone che vivono nel comune che al richiamo che si potrebbe avere dall’esterno, tramite il turismo ad esempio.

Arquata nel futuro la immagino come un microcosmo, che sappia sfruttare al massimo le sue potenzialità, quindi la natura e la sua storia, diramata nelle varie frazioni, tutto questo sviluppato in chiave moderna. Vedo un posto che sia al passo con i tempi, senza snaturare il suo carattere, con l’ausilio di infrastrutture e servizi per migliorare lo stile di vita sia dei cittadini che dei visitatori.

Nello specifico vorrei sfruttare appieno gli spazi ricreativi e centri polifunzionali, creare un museo permanente ed organizzare eventi che abbiamo non solo un richiamo circoscritto al comune.”

Quale sarà il suo contributo come donna e come mamma?
“Vorrei contribuire a dedicare spazi sia per le donne che per le mamme, nei miei progetti c’è un ritrovo per i bimbi più piccoli, una sorta di parco giochi al chiuso, un punto di ritrovo anche per le mamme . Mentre per le donne non mancherebbero le proposte per creare attività e corsi, motivo di evasione dal quotidiano, creando stimoli esterni, perché la realtà di paese soprattutto nei mesi invernali non offre molte possibilità.”