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Ascoli, La Croce Rossa e le donne del Piceno in prima linea per il popolo afghano in un gara di solidarietà tutta in rosa

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La Cri di Ascoli ha chiesto aiuto alle  donne del piceno  per aiutare  migliaia di persone in fuga dall’Afghanistan e accolti presso il campo Centro della Croce Rossa ad Avezzano
La Cri Ascolana si è fatta parte attiva, da subito, di una raccolta di indumenti e materiale igiene persona da destinare ai profughi afghani, per rispondere ai bisogni particolari ed assicurare una presa in carico dignitosa ed immediata Molti di loro sono donne e bambini, riusciti ad arrivare in Italia con voli militari, affrontando enormi pericoli e senza riuscire a portare con sé nulla.

Ma sono milioni le persone rimaste nel Paese di origine. Oltre ai conflitti e la pandemia di Covid-19, la popolazione afghana sta affrontando una gravissima siccità con 11 milioni di persone a rischio malnutrizione. Il Movimento Internazionale di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa e la Mezzaluna Rossa Afghana, hanno accesso ad aree dove le altre organizzazioni umanitarie non possono entrare. Volontari e operatori stanno continuando a portare aiuto ai più vulnerabili in tutto il Paese, raggiungendo anche le zone più remote con servizi sanitari, cibo e sostegno finanziario. Il Movimento Internazionale e la Mezzaluna Rossa Afghana continueranno questo lavoro anche in futuro, ma servono fondi per rivitalizzare le colture, fornire risorse idriche e sostenere le persone più in difficoltà.

“In un lasso di tempo davvero brevissimo – sottolinea Cristiana Biancucci Presidente della Croce Rossa Italiana di Ascoli Piceno  –  siamo riusciti a raccogliere il materiale necessario e consegnato presso l’HUB la Croce Rossa ad Avezzano, sotto il coordinamento della Protezione Civile e con il supporto dell’Esercito Italiano. Un doveroso ringraziamento va alle donne del piceno e non solo che hanno accolto il mio appello e hanno messo in moto una macchina organizzativa e solidale eccelsa.  Molte le aziende che hanno donato: Gruppo  Teddy , Gran Sasso, UPIM/OVS , Gruppo Gabrielli, Manifatture FDM, Wudawu, globo e le singole persone che hanno partecipato alla grande  gara di solidarietà.

Il mio ringraziamento va anche ai volontari di Ascoli ma anche a tutti i volontari che sono accorsi ad Avezzano e  che hanno prestato il loro servizio presso la struttura per accogliere temporaneamente la popolazione in fuga dall’Afghanistan.  Ma il nostro lavoro non termina certo qui: dopo la prima accoglienza, deve iniziare il percorso di inclusione. Non abbandoneremo il popolo afghano giunto in Italia, ma resteremo al loro fianco,  dimostrando una volta di più e in piena emergenza Covid-19, cosa significa essere ‘un’Italia che aiuta’

Questa invece è la testimonianza di Alessandro Biunno, un volontario ascolano: “Ho incrociato una moltitudine di sguardi – ha ammesso – ho immaginato il loro terrore e la loro paura. Uomini e donne che hanno mostrato una dignità assoluta. Ho conosciuto le loro usanze afghane ed è stata un’esperienza formativa da tutti i punti di vista soprattutto umano. Per questo invito i giovani come me a fare esperienze di questo tipo che rendono decisamente migliori”

FOCUS
In totale sono state 1320 persone di cui il 50% donne, 220 nuclei familiari, 324 minori sotto i dodici anni. La Croce Rossa ha garantito assistenza e accoglienza con circa 600 operatori e volontari assicurando attività di mediazione culturale, supporto psicologico, assistenza sanitaria, ludoteca per i più piccoli, fornendo circa 40mila pasti e altro. Infine è stata effettuata la somministrazione di circa 700 vaccinazioni. Il centro di Avezzano, al fine di ospitare al meglio le persone provenienti dall’Afghanistan, è stato arricchito di 3 tensostrutture da 15×30, 10×24, 10×18, di 31 tende 6×9 e di 111 tende per la notte. E’ stata anche ampliata la cucina da campo per garantire al meglio i servizi