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Arquata del Tronto, intervista alle candidate delle liste in lizza

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Sono quattro le donne candidate nelle due liste presentate per le prossime elezioni comunali che si terranno il 3 e 4 ottobre ad Arquata del Tronto.

Serena Camacci e Luisa Angelucci nella lista “Uniti per Arquata” guidata dal sindaco uscente Michele Franchi, Celeste Paci e Alessandra Pusceddu nella lista “Ricostruiamo Arquata” guidata da Piergiorgio De Marco.

A tutte abbiamo rivolto quattro domande per capire come immaginano il futuro di Arquata.


Celeste Paci

Serena Camacci


Alessandra Pusceddu

Luisa Angelucci

Perché ha deciso di candidarsi?

Celeste Paci- La mia scelta è stata dettata dalla voglia di rinascita e di crescita che contraddistingue ogni ragazzo. Ciò che ha influito maggiormente è la speranza che la categoria più giovane alla quale appartengo possa riprendere le redini della propria vita ed emergere all’interno della società. La situazione del Paese non è delle migliori e noi che siamo il futuro siamo stati toccati in modo profondo e indelebile. Vorrei che la mia posizione all’interno dell’ amministrazione sia un messaggio per tutti, giovani o meno, che ci si può ancora fidare delle istituzioni e che si può fare ancora molto per il mio Paese con giustizia e democrazia.

Serena Camacci – Ho deciso di candidarmi per poter dare alla mia comunità, le mie capacità, le mie idee, le mie passioni.

Alessandra Pusceddu – Ho deciso di candidarmi perchè credo sia il momento di cambiare per Arquata, bisogna guardare al futuro con nuove idee e nuove prospettive e quando è stata formata la nostra squadra ho capito che era il momento di mettersi in gioco per dare un futuro diverso al nostro comune. Insieme condividiamo le nostre idee e il modo di metterle in pratica e cerchiamo di capire le esigenze e le problematiche della popolazione per risolvere i vari problemi presenti sul territorio.

Luisa Angelucci – Ho deciso di candidarmi perché voglio contribuire attivamente alla rinascita di Arquata. Quando mi è stata proposta la candidatura , è stata una grande emozione, susseguita dalla consapevolezza che è un compito che richiede responsabilità, soprattutto in un contesto come quello arquatano. E’ come avere tra le mani un diamante grezzo. 

Ci parli di lei, delle sue esperienze professionali. Ha esperienze politiche pregresse?

Celeste Paci – Per quanto concerne la mia carriera politica per me questa è la mia prima esperienza, mi sono sempre dedicata alle persone, aiutandole quando potevo e cercando di assisterle nel modo più opportuno quando non avevo la possibilità di coadiuvarle. Mi sono sempre impegnata del sociale e avendo una laurea in giurisprudenza i miei ideali sono fermi e forti, confido nella giustizia purché non sia corrotta dal Dio denaro perché occorre ricordare che sui piatti della bilancia il peso per essere uguale deve essere bilanciato.
Ho prestato servizio in un sindacato e questo mette in luce la mia capacità di interagire con le persone, nonché la mia spiccata attitudine nel risolvere problemi.
Dopo la laurea ho svolto il tirocinio presso uno studio legale per poter conseguire l’abilitazione e ho un master in criminologia clinica che ha ampliato le mie conoscenze giuridiche ma anche personali. Nello specifico ci insegna a comprendere il modus operandi che spinge determinati soggetti a compiere determinate azioni e questo grazie alla psicologia aiuta la comprensione dell’ essere umano.

Serena Camacci – Questa è la mia prima esperienza in politica. Ho studiato conseguendo il diploma da geometra presso l’ITCG Umberto I di Ascoli Piceno per poi proseguire gli studi all’Università degli studi di Camerino alla Facoltà di Architettura. E da poco più di un anno lavoro presso uno studio tecnico privato.

Alessandra Pusceddu – Per me è la prima volta in politica. Ho iniziato a lavorare da molto giovane quando ancora frequentavo la scuola superiore. Ho iniziato facendo le stagioni nella gelateria di Borgo e poi lavorando nei vari ristoranti del comune di Arquata. Una volta diplomata ho poi lavorato per molti anni in un’azienda locale come impiegata amministrativa per poi rilevare la tabaccheria dei miei genitori a Borgo. Una volta chiusa l’attività ho dato una mano con un’azienda agricola a Castelluccio di Norcia fino a gestirne la parte commerciale e amministrativa e successivamente ho anche aperto una mia azienda che opera sempre nel settore alimentare online.

Luisa Angelucci – È la mia prima esperienza politica, ho sempre lavorato nel campo dell’arte, sia come “protagonista” che come organizzatrice. Proporre idee e progetti facendoli passare per canali differenti è una cosa nuova per me. Spero che la mia esperienza e la mia creatività possano essere fonte di ispirazione per realizzare opere concrete che ridonino identità e bellezza ad Arquata. 

Candidarsi ad Arquata, nel pieno del post sisma, della ricostruzione, di una vera e propria rinascita di un territorio, richiede coraggio. Quali sono le priorità, i temi che le stanno più a cuore, che intende salvaguardare in favore della collettività arquatana?

Celeste Paci – Sicuramente non sarà un’esperienza facile e non mancheranno problematiche. Le cose da sistemare sono molto è altrettanto complesse.
Confido in un buon operato e che questo venga svolto nei modi opportuni e con uguaglianza.
Si dovrà valorizzare il territorio perché ha molto da offrire e si cercherà di riportare i servizi essenziali in un Paese bellissimo ma purtroppo dimenticato.
Le persone sono stufe di promesse infrante e noi cercheremo di dare concretezza a ciò che è rimasto solo come parola data.
Vogliamo rinascere dalla nostra ceneri e solo insieme possiamo realizzare i sogni e le speranze della popolazione.

La mia speranza come dicevo poc’anzi è che Arquata possa tornare quella che era. Spero vivamente che si possa tornare nelle proprie abitazioni, che si possa tornare a passeggiare per i piccoli borghi che contraddistinguono il mio Paese ma che soprattutto si possa tornare a visitare la Rocca, che si possa tornare a guardare le stelle con gli stessi occhi di un tempo. La mia popolazione ha voglia di cambiare ma soprattutto di tornare a sperare io non voglio immaginare un futuro, io voglio che il futuro sia qui e ora e che tutti insieme possiamo essere ciò che desideriamo.

Serena Camacci – Le tematiche che mi stanno più a cuore riguardano la cultura e l’ambiente. Arquata è ricca di storie e di tradizioni senza contare la bellezza del nostro territorio. Puntando su questi aspetti immagino Arquata nel futuro, continuando a modernizzare il Comune ma mantenendo vive le tradizioni per far sì che Arquata diventi più appetibile per le nuove generazioni, per fare in modo che qualcuno decida di tornare a vivere qui.

Alessandra Pusceddu – Tutte le tematiche affrontate nel nostro programma sono prioritarie, per prima cosa bisogna accelerare la ricostruzione e dare modo a chi possedeva le seconde case di poter tornare fornendo degli alloggi, bisogna finire le opere già iniziate come gli alloggi destinati alle giovani coppie. Dobbiamo fare in modo che la gente torni a vivere nel nostro comune. 

Bisogna puntare sul lavoro creando una cooperativa che raggruppi tutte le aziende presenti nel nostro comune, per poter registrare nuovi marchi e ottenere certificazioni DOP e IGP dei prodotti locali e per poter accedere a tutto il mercato nazionale e internazionale. Incentivare le aziende già presenti e far in modo che altre investano nel territorio, esentandole dal pagamento delle imposte. Bisogna collaborare di più con i comuni limitrofi per potenziare insieme lo sviluppo del territorio. Puntare sul turismo, abbiamo due Parchi Nazionali e dobbiamo puntare a sfruttare questa risorsa creando punti informativi, piccoli rifugi, aree camper e molto altro. Soprattutto vanno riallacciati i rapporti con i comuni di Norcia e Visso per una gestione migliore dei turisti durante il periodo della fioritura di Castelluccio di Norcia. 

Dobbiamo assolutamente risolvere il problema delle pluriclassi e creare una ludoteca/centro estivo e un nido d’infanzia per permettere ai genitori che lavorano di lasciare i propri figli in tutta sicurezza.

Vanno rivalorizzate tutte le feste dei nostri paesi, perchè la cultura popolare va diffusa e sostenuta. Abbiamo intenzione di creare uno sportello per i cittadini, per aiutare tutta la popolazione nelle varie problematiche, dalla compilazione di documenti alla gestione delle lamentele. Sarà compreso anche un servizio alle aziende, grazie all’appoggio di vari enti quali Confindustria, Confartigianato, Coldiretti e Confcommercio. Ci sarà una stretta collaborazione con tutte le associazioni presenti nel territorio e grazie a questa e alla protezione civile creeremo una rete per l’assistenza agli anziani, per un aiuto concreto nella vita di tutti i giorni.

Nel prossimo futuro immagino il comune di Arquata in ricostruzione, con una popolazione in crescita e più serena. Negli anni avvenire credo che Arquata possa divenire una fiorente località turistica e che possa offrire oltre ai servizi, dei prodotti locali di alta qualità e ricercati e soprattutto un tenore di vita superiore a quello che stiamo vivendo in questi ultimi anni.

Luisa Angelucci – Le cose di cui si ha paura richiedono coraggio, Arquata richiede impegno, costanza, dedizione e tanta fiducia. I temi ai quali sono più legata, sono quelli culturali e sociali, sia per quanto riguarda le persone che vivono nel comune che al richiamo che si potrebbe avere dall’esterno, tramite il turismo ad esempio. Arquata nel futuro la immagino come un microcosmo, che sappia sfruttare al massimo le sue potenzialità, quindi la natura e la sua storia, diramata nelle varie frazioni, tutto questo sviluppato in chiave moderna. Vedo un posto che sia al passo con i tempi, senza snaturare il suo carattere, con l’ausilio di infrastrutture e servizi per migliorare lo stile di vita sia dei cittadini che dei visitatori. Nello specifico vorrei sfruttare appieno gli spazi ricreativi e centri polifunzionali, creare un museo permanente ed organizzare eventi che abbiamo non solo un richiamo circoscritto al comune.

Quale sarà il suo contributo come donna?

Celeste Paci – Credo che tale affermazione sia un po’ discriminatoria, le donne hanno le stesse facoltà e diritti degli uomini non dobbiamo essere bigotti ma aprire la mente e guardare oltre la siepe. 

Cercherò di fare il possibile, di impegnarmi con tutto l’ardore che mi contraddistingue per aiutare tutti indistintamente. L’amministrazione è votata dal popolo e credo che se quest’ultimo sceglierà noi è perché ci crede e perché vuole farsi sentire, vuole un punto fermo su cui fondare le basi di una nuova vita. Le donne sono il motore della società e il sostegno delle famiglie sono contraddistinte da quella sensibilità e forza che definirei sovrumana, pertanto credo che all’interno di un’amministrazione possano fare la differenza.

Serena Camacci – Cercherò per quanto possibile di coinvolgere le donne e le Associazioni Locali in iniziative sul territorio e lavorare e creare proposte che abbiano orizzonti concreti.

Alessandra Pusceddu – Sinceramente non credo che faccia differenza uomo o donna, qui contano le persone e le idee. Ho molte idee soprattutto per quanto riguarda il lavoro e il turismo e il mio impegno è quello di realizzarle.

Luisa Angelucci – Vorrei contribuire a dedicare spazi sia per le donne che per le mamme, nei miei progetti c’è un ritrovo per i bimbi più piccoli, una sorta di parco giochi al chiuso, un punto di ritrovo anche per le mamme. Mentre per le donne non mancherebbero le proposte per creare attività e corsi, motivo di evasione dal quotidiano, creando stimoli esterni, perché la realtà di paese, soprattutto nei mesi invernali, non offre molte possibilità.