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Cultura & Spettacolo

PATRIMONIO IN SCENA: LA BIBLIOTECA SPEZIOLI PALCOSCENICO D’ECCEZIONE PER SAVERIO MARCONI, A FERMO IN VESTE DI ATTORE

FERMO, Per Saverio Marconi sarà palcoscenico d’eccezione, mercoledì 11,giovedì 12 e venerdì 13 dicembre, alle ore 21, la Biblioteca Romolo Spezioli.
Marconi torna a Fermo, ma questa volta in veste di attore, con Monsieur Ibrahim e i fiori del Corano, nell’ambito di “Patrimonio in scena”, un’interessante iniziativa nata dalla collaborazione tra Regione Marche, Consorzio Marche Spettacolo e MAB Marche (coordinamento marchigiano tra Musei, Archivi e Biblioteche), che promuove musei, biblioteche, pinacoteche come palchi naturali in grado di dare emozioni e offrire un’esperienza unica grazie al contatto intimo tra spettatori e attori!

“Una storia scritta oggi e pensando a oggi”. È così che Goffredo Fofi definisce nella sua postfazione (Edizioni E/O) il racconto di Èric Emmanuel Schmitt del 2001, portato sul grande schermo nel 2003 (Premio del Pubblico a Omar Sharif come Miglior Attore alla Mostra del Cinema di Venezia).

Gabriela Eleonori e Saverio Marconi, dopo il grande successo di Variazioni Enigmatiche, tornano a confrontarsi, con un testo di Schmitt, e questa volta lo fanno con una narrazione intima, che parla agli spettatori guardandoli negli occhi, mentre si compie l’affascinante rito tradizionale del tè turco: un procedimento lento, un sapore antico e familiare, durante il quale si snoda, emozionante, la storia.

Monsieur Ibrahim e i fiori del Corano è la storia di un’infanzia, “l’infanzia che bisogna lasciare” o quella “da cui bisogna guarire”, di un’emancipazione, del superamento delle difficoltà attraverso un percorso di scoperta, di conoscenza di sé e di culture differenti.

È anche la storia dell’incontro tra un tredicenne ebreo e Monsieur Ibrahim, un vecchio musulmano che viene dal Corno d’Oro, proprietario di una drogheria.

Mondi che si incontrano, coabitano, in un invito al rispetto delle identità altrui e alla ricerca delle radici comuni “oltre le barriere delle lingue, delle nascite, delle fedi” [G. Fofi, Postfazione].

Una religione fatta di saggezza, lentezza, amore per il bello e per la vita, tolleranza: i «fiori» del testamento spirituale di Monsieur Ibrahim.