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San Benedetto, La visita di Matteo Salvini ha riacceso l’entusiasmo dei leghisti in Riviera

Dopo la visita del Segretario federale Matteo Salvini, le attività della Lega di San Benedetto del Tronto sono continuate durante il week-end con l’allestimento dei gazebo per il tesseramento e per la raccolta di firme di tre petizioni: stop poltronificio di Mangialardi (per chiedere le dimissioni dell’esponente PD dai 18 incarichi che ricopre), “stop alla sanatoria sui migranti”,” stop cartelle di equitalia”: in poche ore sono state raccolte 362 firme e sottoscritte 29 nuove tessere.

La coordinatrice cittadina Laura Gorini: “ È’ stato un week- end intenso, ma importante per la Lega di San Benedetto del Tronto; la visita di Matteo Salvini è indice di quanto il Capitano tenga in considerazione il nostro territorio. L’enorme entusiasmo con cui è stato accolto forse ha sorpreso qualcuno, non certo noi che, costantemente nei nostri gazebo, ascoltiamo attestazioni di stima e direi addirittura di affetto nei suoi confronti. Finalmente da sabato siamo potuti tornare in piazza, tra la gente, per ascoltare, confrontarci e illustrare le idee della Lega. Per un partito come il nostro che vive a contatto con i cittadini i momenti trascorsi nei gazebo sono fondamentali. In poche ore abbiamo raccolto tante firme e sottoscritto nuove tessere.

Il PD con le sue arcaiche logiche di un potere ormai ingangrenito dovrà confrontarsi con le proposte chiare e lineari della Lega e con una squadra capace di portarle avanti con competenza. C’è tanta voglia di cambiamento tra i cittadini, a settembre non li deluderemo”.

Il Consigliere Comunale Emidio Del Zompo:  “L’arrivo del nostro Capitano ha riacceso l’entusiasmo dei tanti Leghisti di San Benedetto, prova ne è che i nostri Gazebo del week end sono stati molto partecipati.

L’occasione delle Regionali che ci si presenterà a breve può concretamente rappresentare un’occasione storica di un cambio di conduzione ed iniziare una nuova era di governo del buonsenso e ridare dignità, speranza e fiducia al popolo marchigiano in particolare quello del Piceno, spesso dimenticato e abbandonato.”