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Otorinolaringoiatria al Madonna del Soccorso, Nicola Baiocchi del Comitato: “Dopo il trasferimento di marzo 2020 i medici non sono tornati”

SAN BENEDETTO – “Otorinolaringoiatria e la verità: Abbiamo sottoposto ad attenta verifica le vicissitudini del reparto di Otorinolaringoiatria del Madonna del Soccorso, dai dieci anni antecedenti al marzo 2020 sino ad oggi. La grave criticità attuale del reparto di Otorinolaringoiatria consiste nel fatto che mentre la giunta Ceriscioli proclamava il ripristino integrale del nostro ospedale, la Direzione dell’area vasta 5 non abbia riattivato in questo reparto né l’attività ambulatoriale, né l’attività ospedaliera per il trattamento e il ricovero delle urgenze, né quella del poliambulatorio di Centobuchi. Resta ridotta anche l’attività in via Romagna. Di tali affermazioni disponiamo a controprova di dettagliate tabelle”, è il pensiero del presidente del comitato Salviamo il Madonna del Soccorso, Nicola Baiocchi.
“Rinfreschiamoci la memoria: sino al 2011 i posti letto dell’Otorino di San Benedetto del Tronto erano almeno 13 più 1 (day surgery). Nel 2012 furono convenzionati 5 posti letto ordinari più 2 di day surgery a Villa Anna, lasciandone 8 (sulla carta) all’ospedale. Dal dicembre 2015, – prosegue Baiocchi – secondo la determina 1269 dell’AV5, al Madonna del Soccorso andavano fatti solo day hospital (era iniziato lo smantellamento forzato, con 43 posti letto tolti all’ospedale e concessi ai privati). Di fatto però il reparto ha continuato a ricoverare, operare, fare reperibilità e urgenze anche al Madonna del Soccorso, viste le numerose richieste dell’utenza costiera. Nonostante forti pressioni per la chiusura da parte della Direzione sanitaria.
Se andiamo avanti nel tempo, nella determina n° 710 dell’8 giugno 2018: «Aggiornamento del piano di Emergenza Urgenza e della Continuità Assistenziale», (“Piano PEI”), in particolare nell’allegato firmato dalla dottoressa Diana Sansoni, si legge: “Presso la sede di San Benedetto Guardia Dipartimentale medica per: Medicina Interna, Nefrologia, Geriatria, Lungo degenza post acuzie, Neurologia” (per inciso: esiste ancora la Nefrologia?). “Guardia Dipartimentale chirurgica: Chirurgia, Ortopedia, Otorino”. Dunque abbiamo la certezza documentale che il reparto di Otorino esisteva ancora nel giugno 2018.
Nella «Lettera di presentazione del PEI 2020» 24 gennaio 2019 si legge: “Si ratifica quanto già sperimentato nel corso del 2019 [da ciò possiamo desumere l’errore di datazione e che il documento possa collocarsi temporalmente al 24.1.20]. Partecipazione della Unità Operativa di Otorino esclusivamente alle guardie dipartimentali Chirurgiche di San Benedetto del Tronto. Dipartimento Medico: Medicina interna, Geriatria, Nefrologia, Post acuzie, Neurologia. Dipartimento Chirurgico: Chirurgia, Ortopedia, Otorino AV5. Attualmente i medici in forza all’ORL in AV5 concorrono alle guardie dell’SO di San Benedetto del Tronto”. Ad oggi perciò, a mente del documento, dovrebbe esistere l’Unità operativa di Otorino che partecipa anche alle guardie mediche del dipartimento chirurgico. Non c’è alcun motivo per cui i sanitari del reparto non possano ricoverare un paziente acuto operato. A meno che, viste le tristi esperienze del recente passato (quale ad esempio l’eclatante tentativo di togliere la guardia notturna dell’UTIC, nell’estate 2019) non ci sia da qualche parte un documento, sconosciuto anche ai sindacati medici, che abbia disposto la chiusura del reparto Otorino di San Benedetto del Tronto.
Per questo a Marzo 2020, approfittando della pandemia, l‘Otorino è stato trasferito ad Ascoli ma, passato il periodo più acuto, i medici non sono tornati neanche per le consulenze interne e il PS, sempre per disposizioni della Direzione. Questo rifiuto è rimasto, nonostante tutti gli altri reparti e servizi fossero rieneati, ma soprattutto in contraddizione col Piano PEI.
A conferma di ciò, diversi giorni fa si è verificata un’urgenza che ha richiesto un intervento in sala operatoria. Il paziente, che aveva subito un copioso sanguinamento, aveva bisogno di un ricovero e veniva “appoggiato” in Chirurgia, come da usuale prassi. In seguito però, la Direzione sanitaria avrebbe fortemente contestato questa decisione, ma alla richiesta di mostrare documenti dai quali risultasse la chiusura del reparto Otorino, non avrebbe fornito alcuna risposta.
Poiché in passato, più volte si era preteso l’esclusività del reparto di Otorino ad Ascoli, ci chiediamo se e quando tornerà in piena operatività questo reparto, con collocazione negli spazi più idonei. L’Otorino è stato il reparto per primo completamente smantellato. Inoltre ricordiamo che si faceva anche un ambulatorio Otorino pediatrico il venerdì pomeriggio e uno di endoscopia il mercoledì pomeriggio. Considerate le forti esigenze e le lamentale che ci pervengono, riteniamo si tratti di uno dei reparti fondamentali da ripristinare interamente e rapidamente”, conclude il presidente del Comitato Salviamo il Madonna del Soccorso.