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“Pronti a manifestare a Roma e Ancona”. Franchi protesta contro la decisione della pluriclasse ad Arquata

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“Sono convinto che si possa fare qualcosa, sono due mesi che ribadiamo l’importanza di non fare accorpare le classi.”

Lo rende noto il sindaco di Arquata, Michele Franchi.

“Abbiamo contattato il Ministro dell’Istruzione attraverso la sua Segreteria e abbiamo attivato anche il Commissario Legnini. Noi speriamo che entro massimo dieci giorni avremo risposte concrete, altrimenti come amministrazione comunale di Arquata insieme ai genitori siamo disposti a fare azioni eclatanti, perché abbiamo bisogno che la scuola rimanga senza pluriclassi.”

”Inoltre c’è bisogno di personale aggiuntivo per le scuole del Cratere. Felisetti, dell’Ufficio Scolastico Regionale, applica regole che non stanno né in cielo né in terra.”

Il comune di Arquata nel mese di aprile aveva inviato una nota di protesta verso la decisione di formare una pluriclasse. Nella nota del 28 aprile 2021 si legge:”la decisione è stata assunta unilateralmente senza coinvolgere l’amministrazione comunale. Impoverire l’offerta scolastica significherebbe incidere in modo pesante sul tessuto sociale. Il numero degli iscritti rimane invariato anzi passa da 19 a 20 unità nel prossimo anno scolastico. Non tiene in conto altresì del Decreto sisma che prevede la deroga al numero minimo di alunni per classe.”

Il 21 luglio l’amministrazione comunale ha ribadito formale protesta. Nella nota si evince come l’Ufficio scolastico regionale abbia di fatto penalizzato Arquata poiché ha ricevuto attraverso una donazione privata una scuola nuova e all’avanguardia e quindi non rientra nella possibilità di deroga perché la struttura deve essere inagibile del tutto o parzialmente. Se fra qualche anno la scuola sarà una cattedrale nel deserto la colpa non dovrà ricadere sul Comune di Arquata”.

“Noi siamo coinvolti che la nostra richiesta di deroga vada in porto – conclude Franchi- Altrimenti siamo pronti ad andare a Roma, davanti al Ministero e ad Ancona, all’Ufficio Scolastico Regionale, a manifestare perché la scuola è un diritto di tutti, quindi anche di Arquata e dei comuni del Cratere.”

”Bisogna avere le deroghe perché sono il baluardo della nostra Istruzione. Scuola, sanità e lavoro non possono mancare per la vita di un paese. Nella nostra situazione, dopo la catastrofe del sisma, dovremmo avere meno disagi possibili proprio perché ne abbiamo avuti tanti in questi anni.”