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Ascoli, Allarme delle associazioni datoriali Confartigianato e CNA e di Cgil, Cisl e Uil: “FSBA ritardi intollerabili”

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Sono diventati intollerabili i ritardi, oltre ogni misura, nell’erogazione del fondo di solidarietà bilaterale (Fsba), un fondo specifico del comparto artigiano.

Grazie all’E.B.A.M. (Ente Bilaterale Artigianato Marche), si è svolto nei mesi passati un grandissimo lavoro di gestione e smaltimento delle richieste arrivate, relativamente alle prime 9 settimane di copertura di assegno ordinario Covid-19. Una mole imponente di domande pari a oltre 10mila per un numero di lavoratori beneficiari che sfiora i 44mila.

Positivo lo stanziamento dei fondi nel successivo DL Rilancio e nel successivo Decreto interministeriale, pari a oltre 750mln per Fsba, ma ad oggi l’Ebam è impossibilitato ad effettuare i versamenti in quanto queste risorse non sono state ancora liberate ed assegnate agli Enti bilaterali territoriali. A causa del ritardo con cui non sono state ancora trasferite le risorse pubbliche previste dalla legge, l’Ebam delle Marche rischia di perdere ciò che da sempre lo contraddistingue come modello di efficienza e di bilateralità positiva sul piano nazionale, anche sui tempi di erogazione delle prestazioni.

L’FSBA è un fondo privato, ma essendo pubbliche le risorse sono necessari dei passaggi di controllo che allungano le procedure di pagamento. Ad oggi l’80% dei lavoratori ancora deve prendere l’indennità di aprile. I sindacati insieme con Confartigianato e CNA, si stanno muovendo per far sbloccare questa procedura.

Per Natascia Troli, vicepresidente di Confartigianato MC-AP-FM, “resta la discrepanza tra quello che lo Stato chiede a cittadini e imprese e la risposta che poi lo stesso Stato dà: non si può elargire la cassa dopo 4 mesi; nel primo decreto erano stati stanziati 80 milioni, bastano però per pagare 2 mensilità delle aziende marchigiane. Ogni commento negativo sarebbe superfluo”.

“Sostenere l’unico strumento in grado di fornire le prestazioni di sostegno al reddito ai dipendenti delle imprese artigiane che hanno ridotto o sospeso la loro attività lavorativa in seguito all’emergenza epidemiologica – precisa Luigi Passaretti, presidente della Cna di Ascoli Piceno – è una priorità. In questi mesi FBSA ha ottenuto un importante stanziamento economico dal Governo per far fronte alle numerose domande pervenute e ha lavorato al massimo dell’efficienza gestionale e organizzativa per garantire una tempestiva erogazione degli ammortizzatori sociali. Nonostante questi sforzi, sono ancora molti i lavoratori che attendono le prestazioni di sostegno al reddito relative ai mesi di aprile, maggio e giugno, nei confronti dei quali FSBA non ha più alcuno spazio di azione, avendo già anticipato tutte le risorse accumulate negli anni per far fronte alle oltre 750 mila domande pervenute. Il ritardo nel trasferimento delle risorse già stanziate, che di fatto impedisce a FSBA di operare, è ormai diventato intollerabile per imprese e lavoratori e, per questo motivo, è necessario un intervento immediato delle istituzioni volto a disporne l’integrale trasferimento. Serve, inoltre, un nuovo stanziamento di almeno 500 milioni di euro per dare piena risposta alle domande già presentate, nonché per finanziare ulteriori settimane di sostegno al reddito a favore delle imprese che hanno già esaurito le diciotto settimane e che non sono in condizione di ripartire”.

CGIL CISL e UIL di Ascoli Pieno ritengono “gravissimo, inaccettabile e non più tollerabile che i lavoratori artigiani della nostra provincia, come nel resto delle Marche, non abbiano ancora percepito l’assegno legato all’ammortizzatore sociale FSBA per i mesi di aprile, maggio e giugno 2020. Stiamo parlando di 3923 lavoratori impiegati in 1107 imprese artigiane del nostro territorio. Le risorse, se pur stanziate dal Governo ma non ancora trasferite,  non consentono all’EBAM  di procedere con i pagamenti delle prestazioni dovute ai lavoratori. La situazione è molto critica e grave: la mancanza di reddito per più di 3 mesi da parte delle tante lavoratrici e lavoratori dell’artigianato rischia di portare al collasso migliaia di famiglie oltre che creare un grave danno all’economia del nostro territorio.

Per tutti questi motivi martedì 21 luglio alle ore 10,30 CGIL CISL e UIL  Marche hanno organizzato una manifestazione regionale per chiedere con forza al Governo risposte concrete e immediate”.