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Roccafluvione, Il Carabiniere Iacovacci ucciso in Congo era stato in servizio nelle zone terremotate

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Il Carabiniere Iacovacci con i colleghi e la mitica signora Rosa scomparsa lo scorso anno

Anche la comunità di Roccafluvione è rimasta particolarmente sconvolta dalla notizia della morte del carabiniere Vittorio Iacovacci nell’agguato avvenuto nella Repubblica Democratica del Congo, mentre faceva la scorta all’ambasciatore Luca Attanasio.

Il carabiniere infatti era stato dell’Hotel Donnarosa di proprietà di Tonino Scipioni quando era ancora in vita la mamma Rosa che aveva deliziato con i suoi piatti gli uomini del 13° Reggimento Carabinieri «Friuli Venezia Giulia» di Gorizia chiamato a prestare servizio nelle zone terremotate.

«Tra loro – ha ricordato Tonino Scipioni – abbiamo avuto l’onore e la fortuna di conoscere Vittorio Iacovacci, il carabiniere che ieri mattina è deceduto nell’attentato in Congo. Vogliamo ricordare la sua serietà e professionalità ma anche la sua squisita gentilezza nei modi e la sua mitezza. Un ragazzo sempre sorridente che sapeva stare sia con le persone anziane che con i bambini, di profonda sensibilità e ricco di doti umane. Lo ricordiamo in questa foto esattamente di un anno fa. Ci stringiamo al dolore dei familiari e dell’Arma dei Carabinieri».

Iacovacci è morto sul colpo, primo bersaglio di chi ha fatto fuoco. Era originario di Sonnino, piccolo centro dei Monti Ausoni, in provincia di Latina, dove vivono i genitori e la fidanzata. Avrebbe compiuto 31 anni il mese prossimo ed era effettivo al battaglione Gorizia dal 2016, un reparto d’èlite dell’Arma dei Carabinieri. Vittorio Iacovacci doveva rientrare in Italia tra pochi giorni e si sarebbe sposato a giugno.