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Cronaca

Grottammare, La “favola” della giovane Chaia: splendida storia di solidarietà che parte dal deserto del Sahara e arriva nel Piceno

Dal deserto del Sahara a Grottammare. E con un grave deficit generato da una paralisi cerebrale infantile.
Inizia così un’odissea, per Chaia, costellata da tanta umanità, gesti di profonda solidarietà abbinati a ineccepibile professionalità.
Un’odissea coronata proprio in questi giorni.
Chaia, appartenente al popolazione Saharawi costretta all’esilio nei campi profughi situati nel deserto algerino a causa di annosi conflitti armati con il Marocco, è arrivata in Italia, a Grottammare (AP), nell’ambito di programmi di solidarietà a favore dei minori sahrawi avviati negli anni precedenti dal Sindaco della cittadina rivierasca ascolana, Massimo Rossi.

Era il luglio del 2007 e Chaia aveva 6 anni.
La bambina fu sottoposta a visita specialistica e si rilevò la possibilità di trattare la sua grave disabilità attraverso una serie di cure e terapie riabilitative.
Di lì è iniziato un lungo percorso con l’aiuto di alcune famiglie e con l’incessante sostegno dell’ex Sindaco Rossi e della sua compagna Annalisa Sinatra, che la ospitarono ripetutamente in casa.
E grazie alle cure della Clinica Santo Stefano Riabilitazione di Ascoli, Chaia potè acquisire una discreta autonomia e tornare a deambulare.

Dopo ben tre anni di terapie intensive, Chaia tornò a vivere stabilmente nei campi profughi di Tindouf con la sua famiglia, rientrando a Grottammare ogni anno nel periodo estivo, ancora grazie a programmi di solidarietà, per monitorare l’evoluzione della sua condizione fisica e sottoporsi a cicli di fisioterapia, questa volta presso il Centro Ambulatoriale Santo Stefano di San Benedetto.

Finché nel 2013 la doccia gelata con la necessità di un intervento chirurgico per evitare il progredie della sua disabilità.
A questo punto Chaia viene sottoposta ad un complesso intervento chirurgico (osteotomia derotativa del femore sinistro e di tenomiotomia dell’adduttore lungo e gracile dello stesso arto), presso l’Ospedale Bellaria di Bologna e con la Regione Emilia Romagna che ha garantito la copertura finanziaria nell’ambito di un programma umanitario.

Il conseguente e necessario intervento fisioterapico di tipo intensivo è stato, invece, garantito dal Santo Stefano Riabilitazione “Venerabile Marcucci” di Ascoli che ha aperto nuovamente le proprie porte alla ragazza, così pesantemente colpita dalla sfortuna, autorizzando un intervento “pro bono” senza spese per la ragazzina e i suoi tutori. L’alternativa, per avere invece la copertura finanziaria da parte del SSN, sarebbe stato effettuare la fisioterapia in una struttura emiliano-romagnola, con i conseguenti grandi disagi per la famiglia italiana di Chaia nel gestire un eventuale ricovero così distante da Grottammare.
Le terapie si stanno concludendo in questi giorni e Chaia è raggiante.