Home Economia Il Partito Democratico chiede aiuto per l’area di crisi complessa del calzaturiero.

Il Partito Democratico chiede aiuto per l’area di crisi complessa del calzaturiero.

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Il Partito Democratico ha sostenuto ed accompagnato, sin dal principio, il percorso d’intervento per l’area di crisi complessa pelli e calzature, concretizzatosi con l’istituzione da parte della presidente della Provincia di Fermo, Moira Canigola, del tavolo permanente insieme agli attori sindacali e le associazioni di categoria che, con grande senso di responsabilità e determinazione, hanno lavorato fianco a fianco fino ad arrivare agli incontri con la Vice-Ministra allo sviluppo economico Teresa Bellanova durante il Governo Gentiloni, coadiuvati dagli allora deputati PD. Percorso che ha trovato poi pieno appoggio da parte della Regione Marche, che si è attivata insieme alle parti in campo chiedendo l’area di crisi ed arrivando all’istituzione della stessa.

Si attende, ora, il momento più delicato ed importante nel quale si richiederà al Governo Centrale di modificare ulteriormente la “legge 181/89” per il rilancio di tali aree con:
– L’abbassamento dell’importo della quota minima di ingresso al finanziamento da un milione e mezzo a cinquecentomila euro, tenendo in dovuta considerazione le dimensioni e le peculiarità delle aziende interessate dall’intervento, magari facendo accedere a tali risorse anche le aziende che decidono di mettersi in rete.

– Sburocratizzazione delle procedure di bando per accelerare e facilitare l’accesso al progetto di investimento

– Non ultimo il Governo dovrebbe pensare fin da subito a nuovi ammortizzatori sociali in deroga, così da poter aiutare il processo di rilancio per lo scopo preposto.

L’importante lavoro di sinergia che le parti sociali e la politica locale hanno messo in campo è volta alla nascita di un progetto di prospettiva e di investimento che va accompagnato a tutti i livelli di governance, per un nuovo futuro fatto di storie imprenditoriali, maestranze, tecnologia e corridoi commerciali.

L’area di crisi complessa non può e non deve essere una battaglia di retroguardia o di scoramento per la messa in liquidazione di un territorio intero, ma deve essere considerata come un tassello di visione produttiva e commerciale avanzata. Dovrà infatti essere sostenuta parallalemente con investimenti su infrastrutture e servizi. Il PD, in questi anni, ha cercato di accompagnare tale processo con una visione di insieme ed in futuro dovrà essere fatto con ulteriore forza ed incisività, pensando che tale approccio deve essere alla base di qualsiasi programmazione territoriale.