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Trapianti: Marche, 1.109 interventi fino al 2019. Stop ai trapianti di rene fino al 15 maggio, per il Covid: sinora sono 6 e 15 di fegato

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L'equipe medica durante l'operazione di trapianto di vertebre umane su un paziente di 77 anni colpito da cordoma, forma maligna di tumore osseo, all'Istituto Ortopedico Rizzoli, in una foto diffusa il 15 ottobre 2019. ANSA/ UFFICIO STAMPA ++HO - NO SALES EDITORIAL USE ONLY++

Alla fine del 2019 sono stati 1.109, i trapianti effettuati nelle Marche, che si inseriscono tra le regioni più virtuose per donazioni e trapianti.
Nel 2020 si contano finora solo sei trapianti di rene e ben 19 di fegato: ciò, però, è stato causato dal Covid 19, che ha trovato il Reparto di Nefrologia senza le necessarie misure di sicurezza, per cui si sono fermati i trapianti di rene fino al 15 maggio.
Lo fa sapere Ato-Marche (Associazione per i Trapiantati di Organi, Cellule e Tessuti), presieduta dal dottor Andrea Vecchi, uno dei dirigenti medici dell’equipe chirurgica guidata dal professor Marco Vivarelli.
Il 30 maggio l’Ato-Marche, che dalla sua fondazione, avvenuta nel 1997, si batté per avere un centro trapianti regionale, celebra il 15° anniversario dal primo trapianto nella regione, un trapianto di rene che “segnò l’inizio di una eccellente ed intensa attività di trapianto di reni e fegato presso l’Azienda Ospedali Riuniti di Ancona e la fine dei viaggi all’estero o nel nord Italia, per i tanti pazienti in dialisi o con insufficienza epatica terminale”.