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Sospensione del Piano Socio-Sanitario, i Dem presentano interrogazione in consiglio regionale

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ANCONA - Dibatitto sul piano sociosanitario in Consiglio regionale.

“Ormai da mesi vari esponenti dell’attuale maggioranza continuano ad annunciare in varie sedi pubbliche e istituzionali la sospensione del Piano Socio-Sanitario elaborato dalla precedente Amministrazione. Peccato che, a differenza di quanto va affermando in particolare il capogruppo di Fratelli d’Italia Carlo Ciccioli, il vero ispiratore delle politiche sanitarie della destra al governo, a ciò non sia ancora corrisposto un solo atto della giunta, la quale, in realtà, si sta solamente limitando a disattendere la pianificazione vigente, adoperandosi con interventi sporadici e privi di visione. Insomma, il presidente Acquaroli e l’assessore alla Sanità Saltamartini confermano ancora una volta non solo l’improvvisazione con cui stanno governando la sanità delle Marche, ma anche la pericolosa approssimazione nel gestire la fase pandemica”.

Così il gruppo assembleare del Partito Democratico sui ripetuti annunci di revisione del Piano Socio-Sanitario 2020-2022 da parte del centrodestra. E a tal proposito i consiglieri dem annunciano la presentazione di un’interrogazione in consiglio regionale.

“L’emergenza sanitaria in corso – continuano i consiglieri – che sta purtroppo facendo registrare un’ulteriore espansione dei contagi anche nel territorio regionale, richiede una pianificazione più chiara ed efficace da parte della Regione Marche in merito all’organizzazione dei servizi socio-sanitari. Cambiare il Piano in base alle mutate esigenze emerse con il Covid è legittimo e corretto, a patto che si abbia cognizione dei bisogni dei marchigiani. Da parte nostra c’è la totale disponibilità a dialogare con la maggioranza sulle nuove sfide che la pandemia impone al nostro modello sanitario e a discutere le necessarie modifiche che dovranno essere apportate alla pianificazione per dare le risposte che i cittadini si attendono. Ma crediamo anche tale percorso debba beneficiare del contributo dei nostri territori con le loro singole peculiarità. Per questo auspichiamo che il confronto istituzionale sia arricchito dall’effettivo coinvolgimento non solo delle aree vaste locali, ma anche dei sindaci, delle associazioni e delle organizzazioni sindacali e del terzo settore”.