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Il Comune di Parabiago incontra l’Assessore Baiocchi per replicare le innovative Pari Opportunità Inclusive. “Siamo il primo Comune in Italia ad aver voluto un Centro che tuteli anche gli uomini vittime di violenza” dice la Baiocchi

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SAN BENEDETTO – L’esperienza unica in Italia del Centro Anti Violenza “Oltre il genere” del Comune di San Benedetto del Tronto, che si occupa di tutte le vittime, uomini compresi, è stata presentata dall’assessore alle pari opportunità Antonella Baiocchi nel corso di un convegno on line, promosso dall’associazione Ankyra di Parabiago, in provincia di Milano, che dal 2014 gestisce un Centro antiviolenza con analoghe caratteristiche, e dallo stesso Comune lombardo, presente con gli assessori alle Politiche sociali Elisa Lonati e alla Cultura e Sicurezza Barbara Benedettelli.
All’incontro hanno preso parte la presidente del centro Ankyra, Patrizia Montalenti, l’avvocato del Centro, Veronica Coppola e la consigliera comunale Brunilde Crescenzi, che ha portato i saluti del sindaco Pasqualino Piunti, impegnato in un altro impegno istituzionale.
Invitata, ma impossibilitata a presenziare, anche Mara Vena, la responsabile della sede sambenedettese dell’associazione CIATDM, che ha realizzato il Centro “Oltre il genere”.
Le interlocutrici sono rimaste molto colpite dal lavoro fatto in questi anni dall’Amministrazione comunale sambenedettese, per promuovere le Pari Opportunità inclusive, e si sono complimentati con l’Assessore Baiocchi per il coraggio e per i risultati raggiunti: aver portato San Benedetto ad essere il primo Comune in Italia ad aver sostenuto l’istituzione di un Centro che guardi alla tutela anche agli uomini vittime di violenza.
“Abbiamo instaurato una preziosa sinergia con le colleghe di Parabiago, per la quale ringrazio Patrizia Montalenti, che ci ha messo in contatto – commenta l’Assessore Baiocchi – ricordo che la sua ANKYRA è la prima realtà associativa italiana ad aver pensato anche all’aiuto agli uomini vittima di violenza. Ho descritto al gruppo il processo inclusivo e partecipativo che è stato svolto per superare le perplessità legate al fatto che la violenza è indubbiamente associata nel sentire comune al sesso femminile delle vittime. Ho spiegato, inoltre, che questo processo ha avuto un passaggio determinante nella costituzione della Cabina di Regia Antiviolenza Comunale, alla quale ho invitato a partecipare i principali referenti istituzionali e del privato sociale del nostro territorio, impegnati ad intercettare e fronteggiare il problema della violenza”.