martedì, Maggio 24, 2022
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Ascoli, La dirigente scolastica Simona Flammini protagonista in Romagna del primo ‘Patto di Comunità’ tra scuola ed enti

E’ ascolana la dirigente scolastica dell’Istituto ‘Gobetti-De Gasperi’ di Morciano di Romagna che ha studiato, proposto e fatto firmare il ‘PATTO DI COMUNITÀ’ con 15 realtà tra agenzie educative, Comuni, e associazioni che a vario titolo fanno parte dell’intera Comunità educante presente nel Territorio.

Si tratta della dottoressa Simona Flammini che dal 2008 al 2020 ha lavorato presso l’USR per le Marche, Ufficio V, Ambito territoriale di Ascoli Piceno e Fermo, per compiti connessi con l’attuazione dell’autonomia scolastica.

La dottoressa Flammini ha ottenuto che per la prima volta un Istituto Scolastico della Provincia di Rimini sia riuscita a condividere e sottoscrivere un documento per la più ampia realizzazione del servizio scolastico, tra sussidiarietà e corresponsabilità educativa.

Hanno aderito il COMUNE DI MORCIANO DI ROMAGNA, il COMUNE DI MONTEFIORE CONCA, l’ISC “MONDAINO”, la PROTEZIONE CIVILE DEL COMUNE DI MORCIANO DI ROMAGNA, l’ASSOCIAZIONE SPORTIVA 360 SPORT A.R.L., l’ASSOCIAZIONE SAN MICHELE ARCANGELO, l’ASSOCIAZIONE HUMANITRIP, l’ASSOCIAZIONE COMUNITÀ PAPA GIOVANNI XXIII , l’ ASSOCIAZIONE Gruppo Volontari per l’Handicap “Davide Pacassoni”, l’ASSOCIAZIONE VOLONTAROMAGNA ODV, l’ASSOCIAZIONE ALI DI FARFALLE, la COOPERATIVA SOCIALE CA’ SANTINO, il CIRCOLO NAUTICO CATTOLICA, la CHIESA PARROCCHIALE DI SAN MICHELE ARCANGELO e la SOCIETÀ COOPERATIVA SOCIALE IL GESTO.

Gli Enti Locali e le realtà del Terzo settore, presenti l’11 Maggio presso la sede dell’Istituto Scolastico Gobetti hanno ribadito i principi e i valori costituzionali fortificando l’alleanza educativa, civile e sociale.

“Il Patto Educativo di comunità – ha sottolineato la Dirigente Scolastica, Simona Flammini – è una modalità di costruzione della ‘comunità locale’ che si assume la responsabilità di ‘essere educante’, e per questo capace di assumere i percorsi di crescita ed educazione dei bambini e bambine, dei ragazzi e ragazze come propria responsabilità.
Individuando come priorità la cura e la presa in carico delle situazioni di maggior fragilità, lavorando per rimuovere le disuguaglianze e per prevenire e contrastare la povertà educativa”.

Se la famiglia è in primis responsabile della crescita, dello sviluppo e dell’educazione dei propri figli e la scuola contribuisce all’istruzione e alla formazione della Persona – continua la Dirigente Scolastica, Simona Flammini – entrambe sono, al tempo stesso, inserite in un contesto ambientale che le influenza”.

Il ‘Patto di Comunità’ impegna l’ISISS “P. Gobetti – A. De Gasperi” di Morciano di Romagna e l’intera “Comunità territoriale”, quale luogo di educazione alla convivenza, alla solidarietà, alla cittadinanza attiva, laboratorio permanente e crocevia dei bisogni di far fronte a “nuove sfide” formative, sollecitazioni, stimoli, risorse, idee.

L’obiettivo del Patto Educativo di Comunità è quello di attivare un processo integrato tra pubblico e privato finalizzato a contrastare e prevenire i fenomeni della povertà educativa, dell’abbandono scolastico e del fallimento formativo e allo stesso tempo valorizzare e mettere a sistema tutte le esperienze educative e tutte le risorse del territorio, in una stretta connessione con le istituzioni scolastiche, l’ente locale e i suoi servizi, le organizzazioni del civismo attivo e del privato sociale.

Un “patto” capace di configurarsi come presidio ad alta densità educativa inteso come luogo capace di attivare un processo che rafforza e valorizza la scuola pubblica, come laboratorio sociale e di comunità, in un’idea di scuola che si lascia attraversare dal territorio e che per questo sa progettare l’offerta educativa ampliando le opportunità di apprendimento e di crescita personale;

A partire già dall’estate, l’intento è quello di favorire il protagonismo e la partecipazione attiva di alunni e alunne e delle famiglie, sviluppare percorsi di cittadinanza attiva e di solidarietà, curare le relazioni e la qualità degli spazi pubblici all’interno della comunità educante

Il tavolo “territoriale” assume dunque un enorme valore in quanto raccoglie il pluralismo delle visioni e delle competenze mediandole e indirizzandole allo stesso obiettivo, con lo scopo di progettare, attuare, verificare e valutare le iniziative e le attività dando continuità, senso e valore unitario alle proposte dei vari attori coinvolti, grazie ad un partenariato di alleanza e di azione di tutti i soggetti.

È un’occasione di pluralità messa al servizio della Scuola, non solo per rispondere ai bisogni emergenziali del momento, ma per agire verticalmente su altre priorità come la povertà educativa, l’abbandono scolastico, la carenza di competenze digitali nelle scuole.

L’Istituto Gobetti e l’intero territorio circostante divengono presidio educativo, centro di aggregazione e promozione culturale, luogo privilegiato di accoglienza e d’intreccio tra saperi, per farne una reale “comunità educante”.

Al fine di realizzare la programmazione e la qualificazione di un’offerta formativa rispondente alle esigenze del territorio le parti si sono impegnate ad assumere decisioni scaturite dal confronto reciproco nonché dalla messa in comune di esperienze, competenze e risorse, in ordine ai contenuti indicati nell’offerta formativa d’Istituto funzionali alla salvaguardia delle esigenze ritenute come prioritarie, concordati e formalizzati in tempi utili e riprogrammati alla luce degli sviluppi del contesto territoriale, a conclusione dei percorsi attuativi previsti.

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