Caos sul latte manipolato, la Procura affonda e prende i cellullari

Una storia torbida e sulla quale c’è molto da scavare, un’inchiesta nata da ex dipendenti che sono state mandate via ma avevano un buon motivo

Più si va avanti, più le cose non sono chiare anzi diventano sempre più strane e oscure. L’inchiesta sul latte adulterato non sta convincendo la Procura di Pesaro che va avanti e non molla la presa. Tutt’altro. Anzi nei prossimi giorni i magistrati daranno l’incarico a un perito informatico per estrapolare i dati dai telefonini e dal pc delle persone che sono state raggiunge da un avviso di garanzia ai 9 indagati a cui sono stati sequestrati i dispositivi e sui quali la Procura di Pesaro spera di trovare qualcosa di più rispetto a quello che già avrebbero in mano. L’obiettivo, naturalmente, è verificare se dentro questi dispositivi ci possano essere elementi utili che possano confermare quanto detto da chi ha fatto la denuncia e dai primi esami su alcuni prodotti.

L'azienda
L’azienda Cooperlat al centro di un’inchiesta giudiziaria (Facebook ascolicityrumors.it)

 

C’è da dire che allo stato attuale non ci sono ancora date per fissare i primi interrogatori, ma si suppone che si stiano aspettando gli esiti totali dei risultati dei test, anche se qualcosa è già arrivato dai laboratori, con una carica batterica sopra la norma, almeno questi sono i primi rumors che provengono dalla Procura e non solo.Da non dimenticare che i Nas avevano sequestrato circa 90 tonnellate di latte e 110 tonnellate di prodotti lattiero caseari, oltre che circa 2,5 tonnellate di sostanze sofisticanti per un valore complessivo pari a poco meno di 800mila euro.

Alcune mozzarelle destinate alle pizzerie sono state ritirate dal Ministero

I prodotti
Alcuni prodotti che vengono direttamente dall’azienda Cooperlat (Facebook ascolicityrumors.it)

 

Nello stabilimento di Fattorie Marchigiane, controllata dal gruppo Cooperlat, ma anche a Colli al Metauro, sono stati controllati e da queste aziende sono stati prelevati prodotti che poi si stanno analizzando. Le indagini, almeno secondo quanto denunciato da ex dipendenti, cerca di capire se ci sia stato o meno l’utilizzo di sostanze sofisticanti e adulteranti nel circuito produttivo di prodotti legati al latte e ai formaggi destinati poi alla grande distribuzione, ovvero nei supermercati.

C’è da dire che nei vari paesi dove ci sono le aziende e dove lavorano tante persone che rappresentano una sessantina di famiglie serpeggia un po’ di preoccupazione, anche se molti pensano e credono si tratti soprattutto di una ripicca fatta da ex dipendenti a cui non è stato rinnovato il contratto di lavoro. Ma sarebbe proprio su questo argomento che gira tutto, nel senso che queste dipendenti, e lo proveranno, sarebbero state allontanate proprio perché non volevano lavorare in quel modo e con quella procedura. Alla Procura sarebbero state consegnate delle chiavette usb che proverebbero tutto quello che dicono. Nei giorni scorsi, comunque, sono stati richiamati “per rischio chimico” alcuni prodotti di Fattorie Marchigiane. Questo è quello che ha scritto il portale del ministero della Salute riguardo agli avvisi sui prodotti che non sono in linea con la tutela della salute dei consumatori. E così sono stati ritirati e richiamati diversi lotti di mozzarella per pizzeria.

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