Dal Ministero della Salute il richiamo di lotti di alici di un’azienda che opera tra l’ascolano e il fermano. Le ultime notizie.
I richiami dal mercato di prodotti alimentari, per ragioni di sicurezza, sono una prassi abbastanza comune e vengono disposti quando i prodotti hanno dei problemi di contaminazione o valori non a norma. È bene, dunque, che i cittadini sano informati.

Nei giorni scorsi, un lotto di filetti di alici sono stati richiamati dal commercio per valori di istamina sopra i limiti consentiti. I filetti di alici sono puliti e commercializzati da un’azienda che opera tra San Benedetto del Tronto e Altidona, in provincia di Fermo.
Di seguito scopriamo ulteriori dettagli sul richiamo dei filetti di alici. Ecco tutto quello che bisogna sapere.
Richiamati filetti di alici commercializzati da un’azienda dell’ascolano
Il richiamo del lotto di filetti di alici risale, in realtà, ai giorni 5 e 18 agosto. Non è proprio recente ma può essere comunque utile conoscerlo nel caso non ne aveste avuto conoscenza e doveste avere una confezione delle alici ritirate dal commercio.
I filetti di alici richiamati sono puliti e commercializzati dalla Ittitalia, azienda che opera tra San Benedetto e Altidona, tra ascolano e fermano. Il lotto ritirato è il numero 5084, Iqf 5×900 g. Le alici sono state segnalate per la presenza di istamina sopra i limiti consentiti, sostanza che può accumularsi nel pesce se non viene rispettata la catena del freddo.

I due richiami del 5 e 18 agosto riguardano lo stesso lotto di filetti di alici ma hanno due schede diverse, con termine minimo di conservazione e peso unitario differenti. Si tratta, comunque, dello stesso prodotto contenuto in confezioni da 4,5 kg con cinque buste da 900 grammi.
Il codice di identificazione dello stabilimento indica l’azienda di San Benedetto del Tronto, dove i filetti di alici sono stati lavorati e confezionati. Mentre la sigla Iqf indica che i filetti vengono surgelati singolarmente, tecnica che permette di mantenerne inalterata la qualità e la consistenza. In base alla documentazione tecnica di Ittitalia, l’area di pesca di riferimento è quella del Mediterraneo in particolare la sottozona dell’Adriatico centrale.
Il Ministero della Salute raccomanda ai cittadini di non consumare i filetti di alici del lotto segnalato e di restituirli al punto vendita. In questi casi, si consiglia di conservare lo scontrino e fotografare l’etichetta per eventuali rimborsi.
Il consumo eccessivo di istamina può provocare la cosiddetta sindrome sgombroide, con sintomi come rossore, mal di testa, prurito e nausea. Niente di così grave o irreparabile ma quando un prodotto alimentare non è conforme a tutte le indicazioni di sicurezza e ai limiti di legge per le sostanze contenute, va ritirato dal mercato e non consumato.