Bollette del gas, se non avete ricevuto questa comunicazione scritta potete non pagarle

C’è una comunicazione scritta senza la quale alcune bollette del gas possono essere contestate. Ecco di quali si tratta e come agire.

A sempre più utenti sta capitando di ricevere delle fatture del gas di importo eccessivo. Tale variabile dipende da delle modifiche circa il costo al metro cubo e, in alcuni casi, può portare alla contestazione delle stesse e alla richiesta di non pagarle. Ecco da cosa dipende la modalità di azione e quali sono le regole da seguire.

Bollette del gas, senza questa comunicazione potete non pagarle
Senza questa comunicazione scritta, le bollette del gas si possono non pagare (Ascoli.cityrumors.it)

Quando arriva una bolletta del gas con importo maggiorato rispetto a quanto previsto è possibile non pagarla, ma solo in alcuni casi. Come spiegato in una rubrica della rivista Dipiù, ci sono infatti bollette che hanno subito degli aumenti dei costi al metro quadro.

Un cambiamento importante e che per legge andrebbe notificato sempre almeno tre mesi prima agli utenti. In mancanza della comunicazione scritta da parte del fornitore di gas, quindi, è possibile decidere di non pagare le bollette troppo alte. Ovviamente, ciò non significa non saldarle restando in silenzio perché in tal caso si passerebbe dalla parte del torto.

Bollette del gas troppo alte: senza comunicazione si possono non pagare

Esiste una procedura da seguire che è piuttosto semplice e che consiste nell’invio di una lettera di reclamo proprio per contestare le fatture. Una volta fatto, si dovrebbe attendere almeno 50 giorni un’eventuale risposta. Qualora questa non dovesse arrivare o fosse insoddisfacente, si può presentare domanda di conciliazione ad Arera che, per chi non lo sapesse, è l’autorità competente in tal senso.

Bollette del gas: quando puoi non pagarle
Come fare per non pagare le bollette del gas (Ascoli.cityrumors.it)

Grazie ad essa, infatti, utenti e gestori possono risolvere le proprie controversie in un ambiente protetto e, soprattutto, senza ricorrere necessariamente alle vie giudiziarie che sono sempre lunghe e costose. Ovviamente, ci sono anche delle tempistiche per chiedere la conciliazione. Non si può, infatti, andare oltre l’anno dall’invio del reclamo.

L’alternativa è una causa diretta contro il gestore. In questo caso, però, si va appunto per via giudiziaria e con il rischio che il giudice, in prima istanza, proponga comunque un tentativo di conciliazione, sospendendo il giudizio fino a conclusione della stessa.

Riassumendo, quindi, in caso di bollette più alte per aumento del metro cubo, se questo non è stato notificato per iscritto almeno tre mesi prima, l’utente può avvalersi del diritto di non pagare, facendo subito un reclamo. E, in caso non si giungesse ad un accordo, sarà possibile tentare una conciliazione presso Arera. Uno strumento in più per non trovarsi a pagare bollette inattese e che spesso possono risultare davvero difficili da evadere.

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