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Ascoli, mostra “La ricerca della bellezza”. Latini:”Cultura fondamentale per il nostro benessere quotidiano”

“È una grandissima emozione essere qui oggi. Stiamo ricominciando a inaugurare mostre in presenza, usciamo da un periodo buio che ha visto chiusi i luoghi della cultura. Abbiamo sofferto, perché l’uomo ha bisogno di bellezza, ci fa stare bene e quando cerchiamo la bellezza facciamo anche azioni buone per la collettività. La cultura è un aspetto fondamentale del nostro benessere quotidiano, che ci innalza come persone. E allora dobbiamo saper trasmettere la nostra passione ai giovani come hanno fatto Rina Cavallini e Vittorio Sgarbi. Ringrazio il sindaco di Ascoli, Marco Fioravanti e il sindaco di Urbino, Maurizio Gambini, che oggi è qui con noi. Una presenza che testimonia l’impegno della Regione e dei Comuni nel fare rete. Ringrazio anche l’assessore Castelli perché in Regione c’è una squadra che collabora per lo sviluppo dei territori. È recente lo stanziamento di 2 milioni di euro per assolvere al desiderio di tornare a fare cultura”.

Così l’assessore regionale alla Cultura Giorgia Latini questa mattina presso il Caffè Meletti di Ascoli insieme all’assessore regionale Guido Castelli ha preso parte alla conferenza stampa di presentazione della mostra ‘La ricerca della bellezza. La collezione Cavallini-Sgarbi, da Lotto a Morandi’. L’esposizione, realizzata in collaborazione con la Fondazione Cavallini Sgarbi e la Fondazione Elisabetta Sgarbi, è prodotta da Contemplazioni, la quale ne segue la direzione artistica e il progetto, promosso dalla Fondazione Carisap e con il contributo di Regione Marche e del Comune.
Quello che i visitatori potranno ammirare fino a settembre 2022 è un emozionante percorso lungo quattro secoli che, dalla seconda metà del Quattrocento, riunisce circa ottanta opere della celebre collezione. All’interno della mostra si respira l’atmosfera intima propria di una collezione privata, frutto dell’appassionata caccia amorosa di Vittorio Sgarbi, svolta in tandem con la madre Rina Cavallini, che ha acquistato le opere in numerose aste in ogni angolo del mondo. Il collezionismo di opere d’arte come ricerca continua, che si sviluppa in un percorso del cuore, della sensibilità e della bellezza. E’ questo il significato profondo della mostra. Un’occasione per avere in città dipinti di autori importanti che sicuramente richiameranno quel turismo culturale sul quale il capoluogo Piceno vuole puntare sempre di più.