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Allarme cinghiali: “Gli agricoltori rinunciano a coltivare tanto va tutto distrutto”

Cinghiali scatenati su mais, foraggi e cereali in tutta la regione.

Mentre gli agricoltori si preparano al flash mob di Ancona, giovedì 8 luglio davanti a Palazzo Raffaello, sede della Regione Marche, il bollettino dei danni nei campi per le scorrerie degli ungulati si allunga con Jesi, Osimo, San Ginesio e Sibillini.

In Vallesina, alle porte dell’Oasi di Ripabianca, si registrano branchi con decine di esemplari e danni ai campi di grano soprattutto in quelli che ricadono all’interno dell’area protetta dove gli animali proliferano indisturbati. In zona Pignocco, a Osimo, gli animali si spostano dal Monte Conero per invadere i campi di mais, di sorgo e di girasole.

Tra San Ginesio e Sarnano, in provincia di Macerata, a circa due terzi della trebbiatura, alcune aziende hanno alzato bandiera bianca e smesso di coltivare mais, pisello proteico e favino che invece rivestivano un’importante alternativa per le rotazione colturali.

Nelle ultime due settimane da Amandola, Comunanza, Smerillo e Montemonaco sono arrivate decine di segnalazioni di danni su grano e orzo prossimi alla raccolta. Sono stati avvistati branchi da 40 unità nel territorio di confine tra il comune di Amandola, Montefortino e Montemonaco.

Dopo le incursioni i cinghiali rientrano indisturbati all’interno dell’area protetta del Parco dei Sibillini. Una situazione limite resa anche più drammatica dalla siccità. Emergenza acuitasi nel corso del lockdown e nei mesi trascorsi in zona rossa quando l’attività di selezione è stata inopportunamente sospesa. Le testimonianze dirette degli agricoltori saranno al centro dell’iniziativa di giovedì per dire #StopCinghiali.

La legge regionale delle Marche è all’avanguardia ma occorre renderla pienamente operativa per arrivare a ripristinare l’equilibrio degli ambienti naturali. Un pericolo per gli ecosistemi, per le aziende agricole e anche per i cittadini. Secondo l’Osservatorio Asaps le Marche figurano al sesto posto della classifica nazionale per incidenti automezzi e animali nei quali si sono registrati feriti tra conducenti e persone a bordo: ben 11, solo 1 in meno rispetto al 2019, nonostante il minor traffico dovuto ai mesi di lockdown e a tutte le restrizioni sugli spostamenti disposti per fronteggiare l’emergenza pandemica. Una statistica che non contempla tutti gli incidenti “minori” con danni alle auto ma non alle persone. Il  Piano faunistico venatorio regionale, considerando il 2018, ne aveva contati circa 3 a settimana in tutta la regione con i cinghiali seconda causa di sinistro (35%) dietro ai caprioli (55%).